Cosa resterà del 2018

Cosa resterà del 2018

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Impruneta fiera

Sotto un limpido cielo illuminato dal sole il giorno e dalle stelle la notte, il 2019 si è affacciato su Impruneta mandando in soffitta il 2018. Verrebbe voglia di fare bilanci, ma visto quello che gira su social e giornali negli ultimi giorni è meglio evitare questa parola. Si sono letti infatti grotteschi papiri in cui cariche pubbliche hanno fatto panoramiche sull’anno appena trascorso, lasciando alcuni fatti nel silenzio, raffazzonandone altri e dando la colpa a vicende lontane per giustificare quello che a Impruneta è un immobilismo decennale. Non tutti per fortuna hanno dato fiato alla bocca così in malo modo dai vertici del nostro Comune, e così sono potuti apprezzare discorsi più intelligenti e pacati, ennesima prova di un solco molto ampio che separa certe figure. Ma cosa rimane davvero del fuggevole 2018? Sul piano politico, non molto. Abbiamo potuto festeggiare l’inizio dei lavori della circonvallazione (alleluia!), un’opera però in programma da molto tempo e giunta grazie allo sblocco da parte della Città Metropolitana; per il resto, gli interventi nel territorio sono stati minimi, con la legislatura Calamandrei bis che in sei mesi è riuscita nella non facile impresa di rimandare ancora di un anno la riapertura dell’asilo di via Roma e di non muovere un passo in avanti per i nuovi plessi, se non perdere il milione di euro di finanziamento regionale.

Sul piano elettorale però si è assistito a qualcosa di strabiliante: quello che era il principale partito di opposizione, il Coraggio di Cambiare, dopo aver annunciato la propria candidatura autonoma è salito pochi giorni prima dal termine delle liste sul carro del Pd, trovando un passaggio sicuro per entrare in consiglio comunale e poi in Giunta. Un salto del fosso che ha segnato una svendita completa di faccia e dignità, un’offesa al concetto di coerenza spiegata con la volontà di “cambiare dall’interno”. Sino ad oggi, l’unica cosa che hanno cambiato è stata la casacca, con i due assessori e i consiglieri piazzati in maggioranza di cui non si ha la benché minima traccia nella vita politica del paese. Qualcosa si è mosso, ad esempio sul fronte del turismo, e sono stati messi in programma interventi importanti, in primis l’ampliamento del cimitero di Picchirillo: vedremo nel 2019 se queste promesse diverranno realtà. Fuori dal melmoso mare della politica, c’è un paese che però ha vissuto intensamente l’anno appena conclusosi.

 

Un nuovo Comitato Fiera ha organizzato una bella e dinamica manifestazione, mentre la Festa dell’Uva ha brillato per pubblico e spettacolo organizzativo e scenografico nella 92° edizione, vinta dal rione del Sant’Antonio. L’estate alla terza piazza è stata segnata dal viavai di persone che venivano ad ammirare gli enormi dinosauri del parco tematico, Tavarnuzze è stata ravvivata dalla tante iniziative della Pro Loco, alcune passeggiate tra capoluogo e frazioni hanno permesso ai cittadini di immergersi nel territorio tra storia e natura. E poi ancora i cori della calda curva del basket al palazzetto, la presentazione del libro su Mazzinghi, l’apertura (seppur di poche ore) dopo tanti anni dei chiostri…fino alle meravigliose illuminazioni natalizie, frutto dell’impegno di commercianti e volontari. Sono proprio essi a rappresentare il cuore pulsante di Impruneta, la sua linfa vitale, che anche nel 2018 come negli altri anni hanno agito per il bene del territorio: non possiamo che fare un augurio, a loro come a tutti gli imprunetini, per un 2019 di serenità e speranza.