Altruismo, generosità, umiltà: una targa in memoria di Renato Magnelli

Altruismo, generosità, umiltà: una targa in memoria di Renato Magnelli

esempio di altruismo, generosità e umiltà. Sarà installata a Grassina, paese natio di Renato

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Una targa in memoria di un grande uomo.
Renato Magnelli, per gli amici Renegade, se ne andava il 7 luglio 2018, oltre un anno fa, lasciando nei suoi cari un vuoto difficilmente colmabile. Renato, nato il 14 aprile del 1952, se ne andava oltre un anno fa con la consapevolezza di aver lasciato, in questa vita, un ricordo nitido, sincero, vero, esemplare: di un “gigante gentile”, di un padre premuroso che, assieme alla moglie Fiorella, ha insegnato ai figli i valori dell’educazione e della semplicità, della disponibilità verso gli altri, dell’umiltà.

Renato è stato un uomo capace di andare oltre la rivalità tra Grassina e Antella, paesi che ha entrambi vissuto e frequentato con uno spirito sempre conciliante. E’ stato appassionato di bicicletta e trekking, ha seguito il baseball sulle orme del figlio Andrea e fino all’ultimo il calcio, tifando per e con Alberto, l’altro suo ragazzo. Silenzioso, dietro i suoi baffi spessi, ammirando il campo dagli spalti…bastava voltarsi, lui c’era.

La notizia odierna è di quelle che ci fanno un grande piacere, che allargano il cuore e pongono l’accento sulla riconoscenza di chi in vita si è dedicato agli altri, senza ostentare, per la semplice volontà di aiutare: l’amministrazione comunale di Bagno a Ripoli ha accolto la richiesta e, attraverso il consenso della Giunta, ha autorizzato l’apposizione di una targa commemorativa nel ricordo di Renato Magnelli che sarà installata, a breve, al giardino di via Dante Alighieri a Grassina, suo paese natio. La targa sarà posta nei dintorni dell’area giochi per bambini affinché i ripolesi del futuro ed i loro genitori possano fermarsi a leggere, dedicando un minuto a Renato e conoscendone la Storia. Imparando dai migliori.

Renato, infatti, non è stato un cittadino qualunque.
Generosità e bontà non sono termini rituali o casuali, privi di contenuto, bensì comprovati da fatti straordinari: all’età di dieci anni Renato, mentre frequentava l’istituto Desiderio da Settignano delle Suore di Santa Maria, per ben quattro anni, trasportò sulle proprie ampie spalle l’amico Roberto, disabile, diventando un sostegno per lui imprescindibile. Da casa fino a scuola e viceversa, caricando il compagno sulla robusta schiena, come fosse un gioco che consentiva a Roberto di vivere la normalità. Per questo gesto fu anche premiato in Palazzo Vecchio da Giorgio La Pira, nel 1962, con il premio “Livio Tempesta” per essersi distinto quale bambino più buono d’Italia.

Altruismo, disinteresse, amicizia. Una storia preziosa, da trasmettere e portare alla conoscenza dei ragazzi di oggi, talvolta rapiti da falsi miti e manchevoli di un giusto esempio – come quello di Renato – da seguire.
Nel nostro ricordo quotidiano Renato continua a vivere. Oggi ancor di più, sapendo che il suo nome inciso su una targa in un luogo pubblico e affollato sarà un veicolo di conoscenza e informazione, sarà un lampo di generosità nella vita di un bambino, un insegnamento reale lasciato al prossimo da un uomo non comune.
La targa, nel giardino grassinese di via Dante Alighieri, sarà installata nelle prossime settimane (vi daremo nota del giorno preciso) con una piccola cerimonia alla presenza delle Istituzioni: qui, vogliamo ringraziare l’amministrazione comunale nelle persone del sindaco Francesco Casini e di Laura Quinti per la disponibilità e la sensibilità dimostrate verso la presente richiesta e l’impegno nel renderla possibile.

Così riporterà la targa, per decisione della famiglia Magnelli (con l’aiuto dell’amico di famiglia Fabrizio Innocenti, autore dell’ultima strofa):

 

In memoria di Renato Magnelli

Esempio di bontà ed altruismo, con semplicità prestò le sue ampie spalle per accompagnare a scuola un compagno incapace di camminare. Tutti i giorni, per quattro anni. Nel 1962 venne insignito del premio “Livio Tempesta” come bambino più buono d’Italia.

“Si scrive “Uomo”, si legge “Renato”
Il Gran Gigante Gentil Grassinese”

 

 

 

 

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