“REaDY…or not?”, il commento di Sonia Redini: “Il “nuovo apparente” alla scuola...

“REaDY…or not?”, il commento di Sonia Redini: “Il “nuovo apparente” alla scuola Redi”

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Scuola Redi Bagno a Ripoli

Ieri, giovedì 12 dicembre, è stata l’attesissima giornata della scuola Redi: dopo complicazioni e ritardi reiterati, l’ala est adeguata sismicamente è stata inaugurata alla presenza del Sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini e degli studenti ripolesi. Una giornata di festa che, tuttavia, 24 ore dopo, porta con sé un velo di interrogativi.

Posti, come di consueto, da Sonia Redini, consigliera comunale di Per Una Cittadinanza Attiva: il capogruppo del movimento, nel seguente comunicato, puntualizza su alcuni aspetti strutturali ed architettonici propri della parte rinnovata della scuola che avrebbero potuto avere un occhio di riguardo in più, considerata la longevità ed il costo del cantiere. Nel dettaglio, ecco quanto verificato personalmente da Redini:


Il Comunicato: “REaDY or not?”

Finalmente ieri mattina i ragazzi della “Redi” hanno potuto far rientro nelle 8 aule, sismicamente migliorate. Bene, perché purtroppo il terremoto non è un’ipotesi astratta…

Tutto nuovo o quasi (non le cattedre e gli armadi), ma, se scendiamo a guardare nella pratica della vita quotidiana a scuola, all’edificio scolastico mancano ancora tanti spazi utili e ci sono delle situazioni che hanno dell’incredibile.

Nei bagni

Nei nuovi bagni non sono stati previsti dei pozzetti di raccolta dell’acqua (pare che non sia possibile per il cartongesso): ma, con dei ragazzi, questa ipotesi va messa in conto! Almeno nel bagno per disabili, in caso di necessità, non si sarebbe potuto prevedere un piatto doccia, come zona di servizio dedicata alla pulizia?

Sulle misure, poi, a chi dobbiamo chiedere conto del perché dal bagno disabili non si esce, se la porta del bagno maschi è aperta?

E per il personale ATA, cosa è stato lasciato? Al posto di un luogo, in cui c’era un lavandino, un frigorifero ed una cucina elettrica, ora non c’è niente di più che uno spogliatoio, senza attacchi per l’acqua. Sarebbe stato troppo ripristinare una “stanza dei custodi” com’era prima dello sconvolgimento dei lavori?

E poi, nonostante ci sia una rientranza nella parete del bagno delle femmine, per poter riporre il carrello delle pulizie ed i vari materiali in sicurezza, non c’è modo di sfruttarla, perché non ci è stata messa una chiusura. Ah, perché, poi, dove dovrebbero sciacquare i panni per lavare i pavimenti, scope, stracci per spolverare, mop e attrezzature di pulizia? È sparito il “lavatoio” che c’era prima del restyling…

Scuola Redi Bagno a Ripoli
Nelle aule

Ma veniamo alle aule: belli e pratici i frangisole! Peccato che, al piano terra, le porte finestre ne siano sprovvisti (per ragioni di sicurezza, ci è stato riferito) e così, quando i ragazzi avessero bisogno di oscurare la classe, non sarà possibile farlo. Sulla sicurezza di far uscire una sedia a rotelle da una porta anti panico con scalini a ridosso, poi, qualche dubbio nasce…

Infine, si potrà sapere perché due aule, che hanno fatto parte del cantiere, non solo non sono state inserite nel progetto di miglioramento sismico e sono rimaste più basse rispetto al “nuovo pavimento” col massetto (perciò, c’è un piccolo scivolo per accedervi), ma non sono neppure state imbiancate?

Ora, non si tratta di dettagli da lente di ingrandimento, ma di elementi che rendono vivibile la quotidianità e che garantiscono condizioni di lavoro adeguate, nonché qualità dello stare a scuola. E, di fronte alle richieste, l’Amministrazione non sa fare altro che rispondere: “ma non siete mai contenti!”. Che è un altro modo per dire: “arrangiatevi!”.

Eppure, durante l’intervento sull’edificio, sarebbe bastato poco di più: un po’ più di attenzione per la vita di chi sta a scuola tutto il giorno.

Invece, nonostante plinti e solai nuovi, gli insegnanti, i docenti di sostegno, quelli della sezione musicale, di teatro, i custodi, le sporzionatrici della mensa e tutti coloro che vivono la scuola, dovranno comunque arrangiarsi…come hanno fatto questi due anni.

E “il bello” dei lavori deve ancora cominciare…

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