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Una piuma di Nicol fra i giovani, nella lotta contro l’anoressia e i suoi pregiudizi

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Sogno di prenderti per mano
e portarti in mezzo ai giovani
se non con le mie parole,
con quelle del coraggio di tua madre”. (S.M)

Più di una volta ho provato a scrivere di Nicol, senza alcun risultato. Eppure sono abituata al metodo, alla fase ‘x’ iniziata e poi terminata. La mia natura reprime l’attesa prolungata o il salto nel vuoto. Ebbene, con Nicol è stato tutto il contrario. Non riuscivo a scrivere di lei perché ogni parola era di troppo o di poco valore rispetto all’immensa vita di una giovane ragazza. Non volevo banalizzare il suo nome. Non ritenevo la mia penna abbastanza degna da tracciare in pochi istanti il suo profilo perfetto, la sua ‘eleganza genetica’.

Ho conosciuto Nicol in una mattina di primavera e dentro il contenitore biforme del Web ‘facebooKiano’, come lo chiamo ironicamente io.
Il diario, il racconto, rappresenta la forma che amo, la seconda dimensione, invece, riguarda la conca dell’odio, del disprezzo, della falsità, quella dove la gente punta il dito per tutto, mettendo etichette, affibbiando leggende senza logiche o possibilità di ascolto, scegliendo il ‘dissacramento’ del buon senso e di quella gentilezza che dovrebbe restare.
Alla maniera di Umberto Eco rifuggivo la stupidità dilagante che sempre più spesso circondava il Web. Il tutto però, restando composta come al solito, incurante dell’appellativo ‘seria’:

Poco incline ai vizi, alle stravaganze, agli eccessi, alle volgarità spietate, alle facili conclusioni. Infastidita dal pregiudizio e dalle ‘Fakeface’ ”
Seria…poco incline al riso facile, alla derisione, alle bestemmie del male o alle finte preghiere. Ribelle e composta. Poco importa se non ti piaccio, ma seria. Sorridente e seria.

Fu così che in quella sera in cui io ‘seria’ avevo riso a crepapelle in compagnia di cari amici, incontrai sullo stesso mondo Facebook, che mi aveva pigolato l’anima…Nicol.

Mi chiedeva l’amicizia una certa Stella Cometa. Diceva di avermi ‘letta’ tante volte. Fu così che iniziai a seguire la storia di sua figlia Nicol. Una ragazza che nella sua magrezza racchiudeva la beltà di un nocciolo di pesca, con gli occhi grandi di un cerbiatto e quello “Stile Anni ’50”, che la rendeva straordinariamente raffinata. Nicol senza vizi, con quel rigore matematico nei gesti, con le mani figlie di una classicità greca. Non conoscendola davvero poteva essere solo un’immagine come tante altre, perfino finta. Sua madre parlava di lei nelle lunghe parti del suo diario virtuale. Nicol poco più ventenne, in quel momento passava la sua esistenza in una clinica privata, dove tante ragazze come lei tentavano di aumentare di peso. Erano tutte piume…rosa, bianche, celesti, porpora, con due occhi di pernice a ricordare la loro anima.

Quando incontri un ragazzo anoressico, spariscono le forme, le rughe, i solchi che lo hanno animato e resta un velo di persona attaccata a due immensi occhi. Sono Manga moderni, che cercano disperatamente di essere letti tramite i loro sguardi immensi. Fu così che tramite una bacheca Facebook, mi affezionai a Nicol. Quella piuma gentile e onesta, mi seguiva mentre indossavo la giacca o camminavo scalza, durante le mie sfide, i miei limiti. Fu proprio l’immagine di Nicol ad affacciarsi sul mio balcone il giorno che presi il mio nuovo incarico. Sua mamma aveva scritto che aveva acquistato peso, forze ed energia.

Guardai il sole e pensai che appena avrebbe avuto abbastanza energia l’avrei portata per mano con me a raccontare la sua storia davanti a miliardi di giovani, le avrei chiesto di organizzare insieme a me una Presentazione per parlare dell’Anoressia, degli infiniti siti in cui questi ragazzi gareggiano verso il folle volo delle piume.

“La gara a chi diventa tanto sottile da non disturbare più con domande ingombranti o sogni esagerati”.

So già che Nicol si sarebbe seduta puntualizzando:

“Non sono capricciosa o viziata, non mi diverto a scomparire e ad assottigliarmi, sono malata e ho bisogno di cure, di rispetto, di pochi pregiudizi e fatti”.

Avrebbe portato avanti grandi battaglie riguardo al pregiudizio, quello che ancora oggi vige fra chi crede che ‘il mal voluto non sia mai troppo’ e che l’Anoressia questi ragazzi se la sono in realtà cercata.
La mente in realtà deforma uno specchio, che Biancaneve non avrebbe voluto, cattivo consigliere di poche briciole di pane, liquidi avari e restio di parole di affetto o stima, elargendo il possesso di un controllo sfrenato.

Specchio sentore di queste uniche parole:

Guardati stai crescendo, lievitando e questo mondo ti vuole piccola, ti vuole perfetta e in grado di raggomitolarti e allora sali, scivola e nasconditi, controlla tutto”.

Questo però può sembrare normale inizialmente, fin quando in un solo giorno il limite fra la vita e la morte si differenzia per pochi kg.

Una mattina qualsiasi i valori sanguigni di Nicol vanno giù improvvisamente e oltre alla rinuncia del corpo inizia quella del sangue, fievole, annacquato, in grado di seccare le vene. E allora tutti, solo allora, parlano di malattia, di metodi scientifici, di grammature adatte, pozioni studiate, equilibri, tabelle, medicinali, mentre la piuma poco prima era per tutti solo una creatura dispettosa.
Ricordo ancora la frase scolpita da Stella più volte:

“Mia figlia non ha mai fatto i capricci”.

Nicol nasce da una storia d’amore come tante, frutto di un colpo di fulmine. Sua madre Stella sa subito di volerla tenere e crescere, mentre il suo giovane padre rinuncia a lei. Stella resta sola, con quella pancia simile a un vulcano e dopo la sua nascita impronta la sua vita sul cercare di dare alla sua bambina tutto il sostentamento possibile. Porta avanti vari lavori e intanto Nicol cresce senza mai darle dispiaceri, con una predisposizione forte per l’arte e l’ideale di bellezza. Nicol disegna e veste su di sé gli abiti più raffinati e belli, non perché vive di apparenza, ma perché gli accessori eleganti, le tolgono l’acuto dispiacere verso un mondo di false consuetudini .

Non ha vizi, contese, non sa cosa sono gli eccessi e adora le cose lineari, il metodo empirico, la natura, la simmetria e la lealtà. Sorride sempre e al contempo è silenziosa con pensieri simili a farfalle che volano ogni tanto lontano da Stella. Ha un rapporto non coerente con il cibo fin dalla preadolescenza, solo perché è una ragazzina formosa, forse inadeguata al modello ‘sss’ che va di moda. Non sa di possedere ugualmente una bellezza disarmante, che inizialmente vuole solo perdere qualche chilo e poi si trasforma in un teschio senza vie di fuga. Sembra dopo alcuni mesi stare meglio e quindi riesce ad uscire dalla clinica. Riacquista la libertà di poter camminare, stare nella sua casa, coccolare il suo cane. Ha un rapporto simbiotico con Stella con cui è cresciuta. Vivono l’una per l’altra. Stella lavora e Nicol l’aspetta. Stella corre, fatica tanto per tornare da lei e ogni sera abbracciarla forte. Nicol non si priva mai di dimostrarle il suo affetto. Insieme si fanno centinaia di scatti, che tracciano la storia di un corpo dalle mille dimensioni, fino a quella piccola piuma dalle ossa di cristallo, dall’ossigenazione inconsistente. I ragazzi anoressici hanno ossa di cristallo e sono fragili.

Nicol poco prima ha subìto un intervento per mettere il pacemaker, in grado di sostenere con un ritmo maggiore i suoi battiti cardiaci. Stella ha sempre paura per lei e le dorme vicina ogni notte, si sveglia cento volte a guardare la figlia, poi si addormenta e all’alba riprende il giorno con la gioia della vita. Scrive frasi di una profondità contagiosa. Mi trovo un giorno in treno e sento davanti al petto una gioia incolmabile per questa loro ritrovata vita insieme. Passano i giorni e il mio mondo reale fatto di 100 passi in terra ha il sopravvento. Dopo 15 lunghi giorni mi collego a Facebook e niente è cambiato, in molti non riconoscono il senso dell’esistenza, continuano a divulgare in molti contesti odio, sacrificando amore e allora vado sulla pagina di Stella …non ci sono colori, non ci sono pagine di diario scritte, fotografie di loro, solo foto di farfalle che volano. Qualcuno scrive la parola CONDOGLIANZE… e capisco che Nicol se ne è andata. Solo in quel momento mi rendo conto di trovarmi su una pagina virtuale, dove tutti possono fingere o creare slogan, perfino falsi profili e penso che quindi anche il dolore che provo è virtuale e inconsistente, assurdo. No…il dolore è vero, il profilo vero, quelle lettere che ho letto per mesi erano vere. Nicol mi ha seguita nella vita vera. Cosa è accaduto a Nicol? Stava bene. Era a casa. Mangiava. Cosa è successo a Nicol?
Il suo cuore ha smesso di battere. A nulla è servito il robot meccanico. Si è addormentata come la più bella delle principesse e nessun principe ha potuto salvarla.

Stella disperata per non essersi accorta di nulla. I medici le hanno assicurato che non ha sofferto. A niente sono valsi i baci. Miliardi di baci con cui sua mamma ha cercato di rianimarla e un lutto atroce si è accasciato sul Web. Una pioggia fitta senza fine, fatta di tante persone vere che si sono affezionate a Nicol.
Cade un sipario scuro sulla bacheca di Stella.
Stella non risponde. Lavoro, metto la giacca, tolgo la giacca, sto abbracciata ai miei figli, lava della mia vita, ma non riesco a non pensare a Stella e a Nicol. Le scrivo in privato e ogni giorno la supplico di reagire e di non fare morire la pagina di Nicol con i suoi intenti e i suoi scritti . Sento un vuoto e una tristezza da non poter descrivere, penso che non potrò mai più portare Nicol con me in mezzo ai giovani.

Non io. No. Ma sua mamma sì. Stella può farlo, può raccontare le pagine immense del diario di una lotta sconfitta dalla malattia più subdola della nostra società: l’Anoressia. Può aiutare tanti ragazzi con le sue parole, con quella immagine meravigliosa di Nicol. Sorride sempre con una classe genetica la nostra Nicol. Il mondo ha bisogno di lei. Non posso smettere di pensare a lei e di credere che vorrebbe restare fra i giovani per sempre. Oggi Stella scrive e parla ancora, popola la sua pagina di immagini, ricordi, farfalle e credo che la scrittura la stia salvando dal buio e stia dando a Nicol la sua giusta eternità. Io continuo a credere che da qualche parte di mondo ci sia, seduta in un letto di una clinica, in una casa, qualche altra Nicol che magari ha bisogno di leggere le pagine scritte e tracciate da questa ragazza per uscirne. Niente lezioni accademiche ma Nicol che parla.

So che è presto, il dolore troppo acuto e che quella conca di pregiudizio di cui parlavo non smetterà di cessare, ma amo pensare che l’amore sia più forte e che gli scritti, i gesti, i sogni di Nicol possano andare oltre, proprio come faccio io quando resto su queste pagine virtuali solo per incontrare gente capace di produrre amore, interesse, scienza, cultura, senza nuocere ma donando.

Che vuoi fare mia piccola piuma adorata di nome Nicol, non mi arrendo e oggi con questo pezzo scritto per te, voglio farti un regalo per questo 2019 alle porte, in cui tutti hanno il diritto di credere nel bene, nelle storie di tenacia, coraggio, amore, come quella che tua mamma sta portando avanti per te e tanti giovani”.

Tanti giovani hanno bisogno di sapere che gli adulti non li abbandonano ma ci sono in eterno, contro i muri dell’omertà, dell’indifferenza o della superficialità e della malattia.
Voglio terminare con una parte tratta dal tuo diario Nicol:

Non lasciate che l’odio o il disprezzo vi tolgano la gentilezza e il sorriso dolce”.
Questa richiesta tratta da un giovane cuore, spero resti l’augurio migliore per il nostro 2019 alla porte.

A Nicol…e se vedete una farfalla colorata e bellissima tanto da sembrare di velluto, sappiate che si chiama Nicol.

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BREVE CURRICULUM VITAE: “ Mi chiamo Sabrina Merenda e sono una Pedagogista intrepida, specializzata in Psicologia Dell’ Età Evolutiva. Ho varcato da tanto il mondo dell’editoria con la pubblicazione di tanti testi di Antropologia, Storia, Romanzi, Novelle. Premi e riconoscimenti importanti hanno incoraggiato il mio cammino ma tramite il Giornalismo ho realizzato il mio obiettivo di portare la notizia ad essere il trampolino di qualcosa che va oltre l’informazione, per concretizzarsi in una nicchia dedita alla Biografia Umana: singola o di gruppo, territoriale o privata. Mi interessa l’iniziativa dell’uomo in generale. Nella mia Rubrica Slidelife c’è uno spazio speciale dedicato ai bambini e ai giovanissimi, nel tentativo di dargli una visibilità umana rivolta ai loro intenti o alle loro imprese. Sono la creatrice dei Corsi Geniuspen rivolti ad un approccio Giornalistico fra i giovanissimi e gli Over. L’Etica e il rispetto di essa è il mio valore più grande. Non ascolto cosa la gente dice ma quello che la logica spiega. Credo nell’impossibile perché scrivere oggi è difficile ma sono qui e amo il mio lavoro con tutta me stessa. Ogni volta che narro una vita, un’impresa, una sfida, vivo a 360 gradi la vita degli altri e ascolto senza registrare perché dico solo quello che il mio interlocutore vuole ma ascolto la sua vita oltre.”