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Per Una Cittadinanza Attiva: “Inaugurazionificio Bagno a Ripoli? L’Italia alla prevenzione preferisce l’inaugurazione”

Il comunicato diffuso dal candidato sindaco di Per Una Cittadinanza Attiva Sonia Redini

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CDi seguito il comunicato stampa diffuso da Per Una Cittadinanza Attiva e dal suo candidato sindaco Sonia Redini, critico verso quello che è stato rinominato “Inaugurazionificio Bagno a Ripoli”.
Redini punta il dito sulla smania compulsiva del sindaco uscente di tagliare nastri che, guarda caso, si sta manifestando con inedita costanza in queste ultime settimane prima del voto. “E’ tutto oro quel che luccica?” si chiede Per Una Cittadinanza Attiva
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“Il taglianastri”, “Inaugurator”, “Serial Cutter”; sono tante le espressioni satiriche che si possonotrovare per definire la foga inauguratrice del sindaco uscente e ricandidato, fino ad ipotizzare un servizio inaugurazioni per i cittadini che vogliono ‘rinnovare’ la casa o una cucina o un bagno appena ristrutturati.

La tentazione è forte, perché il moltiplicarsi di simili eventi proprio in questo periodo porta a pensare che si tratti in realtà di semplici spot elettorali di una persona che, giocando sulla commistione fra la qualità di sindaco e quella di candidato, moltiplica eventi istituzionali per farne occasioni di propaganda elettorale. Il tutto al rischio di svilire anche cerimonie dense di significato, come l’intitolazione del parcheggio di Bagno a Ripoli vicino alla Croce Rossa ad Emanuela Loi, agente di scorta del giudice Borsellino caduta nell’attentato di via D’Amelio.

A parte questa cerimonia molto particolare, che merita rispetto e condivisione, le altre inaugurazioni sono tese ovviamente a restituire l’immagine di una amministrazione attenta alla qualità e alla sostenibilità ambientale.
Questa immagine è, però, il paravento di altre scelte, che vanno in una direzione opposta a quella sbandierata: è un fatto che gli indirizzi per la revisione dei piani urbanistici prevedono di comprendere gran parte della piana di Ripoli nel nuovo perimetro del centro abitato per realizzarvi non solo un parco urbano, non solo le infrastrutture per la tramvia (deposito e parcheggio scambiatore), ma anche “infrastrutture e servizi a completamento e raccordo dell’edificato esistente.”

Insomma, obiettivi in contrasto con il mantenimento del carattere rurale della piana, per evitare che Bagno a Ripoli diventi la periferia di Firenze. Eppure nella piana non vi sono solo terreni abbandonati: di recente attività agricole e vivaistiche stanno avendo nuovo impulso per cui la piana può tornare ad essere un ambiente vitale. Ma non basta! Nuovi insediamenti residenziali sono previsti in varie frazioni del nostro territorio, fra cui Antella ed Osteria Nuova, proprio in quelle colline che il sindaco vuol rendere patrimonio UNESCO. Ce n’è bisogno? Intanto, mancano nuovi studi sulla necessità di alloggi e una ricognizione delle case e fabbriche vuote. E quelli fatti per i piani vigenti, che fine fanno? Ancora una volta emergono le ambiguità dell’agire dell’Amministrazione uscente!

Il futuro, per noi, va in un’altra direzione, verso la ristrutturazione e la riqualificazione energetica degli immobili esistenti, verso la risistemazione dei centri abitati con interventi tesi a favorirel’aggregazione dei cittadini, verso un nuovo impulso all’agricoltura e all’artigianato. Le opere pubbliche possono essere realizzate senza concedere nuovi permessi di costruire; invece, il palazzetto dello sport è la contropartita per nuove case, la piscina (che peraltro sarà gestita da un privato) sarà il lasciapassare per un campeggio di bungalow.

Il sindaco parla poi di un nuovo asilo nido, guardandosi bene dal dire che ciò avverrà al prezzo della chiusura del nido Arabam, uno dei fiori all’occhiello del nostro comune.Rimangono infine le preoccupazioni per il futuro della scuola di Croce, la cui chiusura rappresenterebbe per la frazione la perdita di un importante centro di aggregazione, che ha contribuito a favorire anche la nascita di nuove attività economiche.

Insomma, non è tutto oro quello che luccica e di certo non sono oro le continue, concentrate, inaugurazioni cui ci tocca assistere in questo periodo, come non lo saranno tutti i vari giardini ed altre opere promesse, che di per sé rappresentano solo il minimo sindacale cui debbono seguire interventi più importanti per garantire quella sostenibilità che altrimenti verrà perseguita solo a parole.

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Nato nel 1990, mi sono appassionato alle vicende locali per necessità di lavoro, scoprendo che basta guardarsi intorno per raccogliere spunti di riflessioni e motivi di scrittura. Scrivere, è la mia esigenza. Conoscere la Storia, la mia passione. Vivo ad Antella, "campanilista" quanto basta, vago per il territorio alla ricerca di aneddoti da raccontare. Collaboro con TuscnayPeople e Tele Iride.