Erba “legale” nel capoluogo: a Bagno a Ripoli ha aperto il CannabiSun,...

Erba “legale” nel capoluogo: a Bagno a Ripoli ha aperto il CannabiSun, distributore automatico H24 di Simone e Sebastian Banci

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Demonizzare o divinizzare, questo è il (vero) dilemma.
La nostra società, attraverso una comunicazione talvolta faziosa, resa ancor più brutale ed estrema dallo strumento social network e da una campagna elettorale perenne, mitizza o denigra, senza esporre le reali considerazioni che dovrebbero spiegare un atteggiamento o l’altro. Tra i temi cardini di questo dibattito in bianco e nero (inteso come manchevole di zone grigie), vi è lo scontro sulla legalizzazione delle droghe leggere, sull’uso (anche a fini terapeutici) della marijuana, infine sulla vendita della cosiddetta “erba legale”.

Discussione che, adesso, riguarda un pò più da vicino anche Bagno a Ripoli.
Dal 22 giugno scorso, infatti, nell’arteria del capoluogo ripolese, in via Roma 183, non vi sarà difficile notare una porta luminosa e prorompente, verde per la maggior parte, con una serie di ordinate foglie di marijuana disegnate sopra: è il CannabiSun di Bagno a Ripoli, aperto e gestito da Simone e Sebastian Banci, padre e figlio, al cui interno non vi è personale o scaffali pieni di oggettistica bensì un distributore automatico aperto h24. Cosa vende? Infiorescenze ovvero bustine di marijuana legale, oli, creme anti-age, idratanti per corpo e viso. Tutto a base CBD. Cos’è? Il CBD (Cannabidiolo) è un metabolita della Cannabis Sativa, non è psicoattivo e svolge effetti rilassanti e sedativi, riducendo in maniera significativa sia i processi infiammatori che quelli dolorosi.

Dei vari prodotti la lente di ingrandimento è chiaramente focalizzata sulle bustine di marijuana legale, così definita a causa del basso contenuto di THC presente al suo interno, sotto lo 0,6 % che ne evita gli effetti psicotropi e droganti. L’erba legale è a prima vista identica alla sorella proibita, si fuma ma non si potrebbe, ha lo stesso sapore ma non sballa. Le difficoltà tutte italiane nella gestione del problema risiedono nella poca chiarezza della legge che norma la coltivazione e vendita della cannabis legale, ovvero la 242 del 2016. Il vuoto normativo non ne regola l’utilizzo: sulle bustine, pertanto, vi è riportato il simbolo di divieto di fumare il prodotto malgrado sia evidente che il boom dei Canapa Store sia dovuto principalmente al suo uso ricreativo. Il caos generato è divenuto, nuovamente in tipica salsa italiana, una crociata politica in nome del proibizionismo condotta a maggio 2019 dall’allora ministro Salvini (“Li chiuderò tutti, uno ad uno”, le sue dichiarazioni): in ordine di tempo la Cassazione ha dichiarato illegale la vendita della cannabis light mettendo a rischio un mercato in netta crescita ma, dopo centinaia di ricorsi dei negozianti che vedevano sequestrarsi la propria merce, i tribunali hanno riconosciuto il carattere “non drogante” del prodotto, consentendone pertanto la vendita.

Un tira e molla non esente dai fini propagandistici della peggior politica che, a maggior ragione, avrebbe scoraggiato i più…non Simone e Sebastian, decisi a lanciarsi in questa nuova avventura imprenditoriale nel bel mezzo dell’alta marea. Quali i motivi?
“Mi sono appassionato – spiega Simone – alla Canapa e alle sue proprietà, usate già in antichità per finalità terapeutiche e di cui l’italia è stata tra le maggior produttrici mondiali agli inizi del Novecento. Da un interesse teorico abbiamo deciso di intraprendere la via pratica: adesso selezioniamo personalmente la merce in vendita, recandosi direttamente dal produttore ed optando per la filiera corta. Proponiamo infatti infiorescenze ed oli realizzati da aziende agricole o imprese specializzate nella coltivazione di Canapa in Toscana (nel Chianti anche) e in Emilia-Romagna”.

Perchè aprire un distributore di Canapa a Bagno a Ripoli, ai margini del flusso cittadino?
“Noi viviamo a Coverciano, potevamo investire a Firenze ma in città esistono già numerosi Canapa Store. Abbiamo pensato che via Roma, arteria viaria e commerciale di Bagno a Ripoli, fosse una buona opportunità”. 

Come ti ha accolto Bagno a Ripoli, sguardi indiscreti o soltanto curiosi?
“Essendo un distributore h24 non siamo otto ore al giorno in negozio, pertanto dobbiamo ancora costruire un rapporto con commercianti locali e clientela. Qualche ripolese si è fermato per chiedere cosa vendessi, ho percepito più curiosità che ostruzionismo.”

Chi sono i clienti dello store?
“Per la maggior parte persone di mezza età che vogliono provare l’erba light o che già l’apprezzano nel sapore e nelle proprietà rilassanti. Chiaramente l’acquistano con l’obiettivo di fumarla non certo per profumare l’ambiente. Si fermano anche giovani, ventenni per di più, penso soprattutto per il desiderio di sperimentare. Mentre stenta, ancora, la vendita di oli e creme a base di CBD: il motivo è la scarsa conoscenza e cultura a riguardo. Per questo, a breve, inserirò all’interno del negozio un pannello illsutrativo dei prodotti in vendita specificando usi, modalità d’uso e qualità della Canapa.”

Un esempio: quali “poteri” ha l’olio di Canapa e come si assume?
“Estratto dalle infiorescenze di canapa è un prodotto naturale che si prende in gocce per via perlinguale, in quantità che varia dal soggetto. Aiuta chi soffre di insonnia ed è ideale per sciogliere la struttura scheletrica e limitare ansie, panico, schizofrenia, depressione, infiammazioni”.

Il CannabiSun di Bagno a Ripoli vende anche infiorescenze prodotte con il metodo di coltivazione idroponica e vi sarà da divertirsi a leggere i nomi di qualche tipo di erba light: tra le più “stuafecenti” ma solo nel nome…la cannabis legale Golia e quella Django!
Per saperne di più potrete seguire la neo attività su Instagram e Facebook (CannabiSun Bagno a Ripoli)

 

 

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