“Due ponti, meno traffico”: il presidio a Vallina per ribadire il “SI”...

“Due ponti, meno traffico”: il presidio a Vallina per ribadire il “SI” al bypass. In prima linea anche il sindaco Casini.

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Questa mattina, 23 settembre, tra le ore 07 e le ore 09 del mattino, la parte di Vallina che propende per il SI al doppio ponte di Vallina, si è mobilitata all’incrocio di Via di Rosano e di Via di Vallina, con un presidio di protesta pacifica autorizzato dalla Questura di Firenze. Anche il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini ed alcuni consiglieri comunali di Cittadini per Bagno a Ripoli sono intervenuti a sostegno dei manifestanti. Sulle finestre e le staccionate della frazione sono apparsi lenzuola riportati scritte: “Due ponti, meno traffico”, “Un ponte è finalmente uscito dalle nebbie?”, “Un ponte per respirare”.

Mentre il sindaco Casini ha affermato: “Chiederemo un incontro al Ministero delle Infrastrutture e al ministro De Micheli, il ponte va fatto al più presto perché Vallina non può più aspettare”

Come riporta il comunicato del Comitato di Vallina: “La manifestazione, considerata l’elevata quantità di traffico che si articola lungo la SP 34, intende rimarcare l’esigenza di mettere in maggiore sicurezza l’attuale viabilità nella frazione e la costruzione del bypass di Vallina, opera attesa ormai da troppi anni. A dispetto del procedimento di Via recentemente adottato dalla Regione Toscana i lavori utili alla costruzione del doppio ponte di Vallina sono stati ancora una volta bloccati a causa delle resistenze opposte
dalla Soprintendenza.

Soltanto con la realizzazione della cosiddetta “Variante di Vallina” sarebbe infatti possibile ottimizzare i collegamenti viari della Valle dell’Arno e, insieme, procedere ad una complessiva riqualificazione tanto della attuale strada provinciale a funzione urbana, quanto – più in generale – del contesto ambientale di riferimento. Non a caso, tra i propositi manifestati anche recentemente da ANAS (Ente incaricato dell’esecuzione dell’infrastruttura) vi è pure quello di creare un grande parco fluviale agricolo a beneficio della collettività, uno spazio verde lungo l’ansa del fiume sul lato del comune di Fiesole capace di valorizzare il patrimonio rurale dell’area in questione.

È utile ricordare a tal proposito che, come affermato dalla Corte Costituzionale il 22 maggio 1987, la salvaguardia dell’ambiente è strettamente connessa al diritto alla salute della persona ed è qualificata come interesse “unitario” di rilievo costituzionale, dal momento che comprende «la conservazione, la razionale gestione ed il miglioramento delle condizioni naturali (aria, acque, suolo e territorio in tutte le sue componenti), la esistenza e la preservazione dei patrimoni genetici terrestri e marini, di tutte le specie animali e vegetali che in esso vivono allo stato naturale ed in definitiva la persona umana in tutte le sue estrinsecazioni».

L’opera in questione, di notevole qualità architettonica, sarebbe in grado, qualora fosse realizzata, di collegare due aree che, a dispetto della loro prossimità, sono attualmente separate dal corso del fiume Arno. Seguendo la discesa del fiume verso Firenze, il traffico scorre sulla sinistra dell’Arno lungo la strada provinciale che taglia l’abitato di Vallina (con gravissimi problemi per la vivibilità di tale abitato) mentre sulla destra attraversa centri abitati come Quintole, creando disagi legati quasi esclusivamente al pendolarismo. I problemi di sicurezza stradale sulle due arterie esistenti sono inoltre assai gravi: prova ne sia l’elevato numero di incidenti stradali, tra cui alcuni mortali, di cui esse sono state troppe volte teatro.

A dispetto del procedimento di Via recentemente adottato dalla Regione Toscana, i lavori utili alla costruzione del doppio ponte di Vallina sono stati ancora una volta bloccati a causa delle resistenze opposte da una Soprintendenza evidentemente condizionata dalla riluttanza manifestata da Italia Nostra Onlus, schieratasi con un ricorso al Tar a difesa dei presunti diritti di uno sparuto gruppo di cittadini residenti nelle due abitazioni comprese tra le sponde del fiume e vicine al luogo destinato ad ospitare parti significative dell’opera. I membri del Comitato di Vallina sono grati alla Regione Toscana, che, dopo aver adottato il procedimento di Via, ha saputo mantenere ferma la propria posizione anche di fronte ad una Soprintendenza dichiaratasi nuovamente ostile al progetto in virtù di quello che i sindaci dei vari comuni interessati hanno definito «un presunto errore procedurale».

Purtroppo, a causa di questi ulteriori ritardi, la copertura finanziaria totale prevista dalla Legge di Stabilità 2016 per il compimento della «Variante dell’abitato di Vallina con realizzazione di due ponti sull’Arno e riclassificazione della SP 34» rischia di andare perduta con la fine del prossimo anno. Sia come cittadina (scrive Elena Mechi) che come membro del comitato di Vallina, ho appreso con piacere che i comuni interessati dall’infrastruttura (in un primo momento Bagno a Ripoli e Pontassieve, ma successivamente anche Fiesole) hanno deciso di restare accanto alla Regione opponendosi anch’essi al ricorso di cui sopra. Mi auguro che gli stessi sindaci, candidati al nuovo Consiglio della Città Metropolitana di Firenze, possano sempre più prendersi cura della nostra situazione e quindi mettere in sicurezza la viabilità della Frazione, salvaguardando così il benessere dei suoi abitanti.”

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