Doppio Baccio e il Grassina esce ruggente dalla fossa dei leoni giallorossi

Doppio Baccio e il Grassina esce ruggente dalla fossa dei leoni giallorossi

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ECCELLENZA, 1° giornata di ritorno
POGGIBONSI vs GRASSINA 0-2

Questa domenica è difficilmente descrivibile, anche dedicare un libro a ogni calcio d’angolo, a ogni rimessa laterale; non sarebbe sufficientemente esaustivo, per descrivere fino in fondo il turbine d’emozioni che ha investito gli spettatori di fede rossoverde.
Un’occasione, insomma, in cui fare una cronaca fine a se stessa diventa impossibile e la tentazione di non scrivere nulla, lasciando che sia la memoria di chi era come me presente al Lotti, è tanta.
Verrebbe paradossalmente la voglia di invocare una certa intimità, per poter metabolizzare questo risultato, esulandosi dal dover raccontare l’ora e mezzo di gioco.

Anche solo per il già citato aspetta patetico di questa sfida: si può essere dei maestri con le parole, ma descrivere l’emozione di quel fischio finale, il tombale silenzio che accompagnava la rincorsa di Baccio, sul rigore.. è qualcosa di ineffabile.
Si perché alla fine, se fosse stata su qualsiasi altro campo, contro qualsiasi altra avversaria, sarebbe stata una partita anche abbastanza banale nello svolgimento e sarebbero bastate due righe per descriverla: poche azioni, un gol per tempo e un Grassina che sul doppio vantaggio s’è limitato ad amministrare una sfida in cui i padroni di casa sono apparsi ben meno combattivi di quel che si poteva pronosticare.

In ogni caso, questo è stato: le occasioni sono poche e il Grassina ha il grande merito di non aver sprecato nulla del poco che gli avversari hanno concesso (avrebbe solo potuto raddoppiare prima, se Kthella in un paio d’occasioni fosse stato più lucido o altruista). La prima occasione è quella buona, fulminea: Burzagli rinvia, la palla giunta a centrocampo, in un attimo viene indirizzata sui piedi di Baccini che non sbaglia! Al 17’ può, quasi come un fulmine a ciel sereno, esplodere la furente gioia dei grassinesi, colti quasi alla sprovvista per un risultato (parziale ovviamente) certo non atteso.
Il Poggibonsi accusa e com’era avvenuto nel breve periodo in cui s’era sullo 0 a 0 non trova un tallone d’Achille a cui puntare, prima di creare occasioni, subisce ulteriormente la pressione grassinese. Solo il finale di primo tempo vede i padroni di casa in avanti ma il Grassina non concede che un paio di punizioni da posizione non proprio innocua, il Poggibonsi non sfrutta e si va al riposo sull’1 a 0 per i rossoverdi che hanno pure sofferto ben meno del previsto.

La seconda frazione si apre con i giallorossi consapevoli della assoluta necessità di ristabilire la parità, ma sbilanciarsi troppo in avanti vorrebbe dire mettere il notoriamente non impeccabile estremo difensore locale (imperfetto su entrambi i gol della sfida al Niccheri) a tu per tu con il miglior attacco del campionato… Alla fine pare che la paura di non subire il secondo imbrigli psicologicamente i padroni di casa che a tratti giocano anche male, in maniera molto fallosa (arbitro non proprio impeccabile: non siamo ai livelli di Porta Romana in coppa, ma l’imparzialità è parsa un optional).

Per la seconda volta, in una fase di stagnazione delle manovre, gli ospiti marcano. Di nuovo Baccini: questa volta non riesce a liberare il tiro, ma perché un difensore lo trattiene vistosamente, l’arbitro ciociaro non può che decretare un penalty al minuto 66 (avrebbe potuto anche espellere l’autore del fallo visto che era sull’ultimo uomo, ma lo grazia con un innocuo giallo); il 9 grassinese è freddo e di fatto chiude i giochi anticipatamente (il portiere intuisce, ma non riesce a parare).
Vuoi per il 2 a 0 che abbatte ulteriormente il già fosco umore dei giallorossi, vuoi per una condizione fisica apparsa non proprio ottimale della squadra, vuoi per un Grassina affamato quanto attentissimo; fatto sta che gli ultimi 25’ minuti sono addirittura noiosi: nessun forcing finale per riaprirla, nessun tiro della disperazione. Solo, da mettere a referto, un paio di contropiedi del Grassina.

Al triplice fischio, agl’applausi dei Grassinesi per i propri giocatori, si mescolano quelli della curva poggibonziana proprio per i tifosi rossoverdi, con scambio reciproco di sciarpe; gesti belli da vedere, ancor di più se si pensa che l’iniziativa è stata presa dai tifosi locali il cui stato d’animo in un momento del genere doveva essere tutto, fuorchè in vena di fraternizzare con noi.
E’ vero che ancora ci sono 15 partite da giocare, che tutto può succedere… però ad oggi, possiamo dirlo senza remore, il Grassina è la squadra più forte del girone,  non è un caso se  è imbattuta, come non è un caso che sia a +6 dal Poggibonsi e a +11 dalla Fortis.
Reprimere la tentazione di aprire una lunghissima parentesi per raccontare per intero questa meravigliosa giornata (trasferta in bus come non ne venivan fatte dal 2000, la “torcida” rossoverde, la faunica euforia della festa al Bar31…) è assai complicato, però alla cronaca sportiva debbo limitarmi e così faccio.

Non mi esulo però dal constatare quanto bello sia poter vivere questa cavalcata e iniziare ora a farlo in un clima che finalmente, nonostante l’iverno, anche nel paese, si fa più caldo, più partecipato.

Per chi ha seguito la vicenda del mio fioretto… sì, nei prossimi giorni farò un tuffo nell’Ema per celebrare questa vittoria!

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Classe 1996, di formazione liceale artistica, partecipo attivamente alla vita associativa e politica del mio comune, Bagno a Ripoli. Tifoso del Grassina, consigliere della Casa del Popolo di Grassina, volontario al Circolo dell'Antella, non faccio del campanilismo un dogma imprescindibile. Artista, nello specifico pittore. "Provocatore" e conoscitore del territorio.