Consiglio Comunale, il sindaco è malato ma la mozione su Mondeggi si...

Consiglio Comunale, il sindaco è malato ma la mozione su Mondeggi si discute ugualmente. Sospensione dell’asta? 3 si, 12 no…e anche Mari vota contrario!

Il documento presentato da Redini non trova il consenso della maggioranza: "Non c'è volontà politica aperta al confronto". Venerdì 1° marzo confermato il presidio sotto il palazzo della regione in via Cavour

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Sono le 22:30 circa di martedì’ 26 febbraio quando il presidente del Consiglio Comunale Francesco Conti chiede di votare per alzata di mano: “3 voti favorevoli, 1, 2, 3…12 contrari”.
La platea applaude con ironia, disillusa da una nuova occasione di incontro sfumata, dunque abbandona l’aula. Zanella, tra i consiglieri, segue il pubblico ed esce dalla sala “Falcone e Borsellino”.
Nel raccontare la cronaca dell’ultimo Consiglio Comunale partiamo dall’esito, scontato considerato il tema: la tenuta di Mondeggi, l’asta che pende come un fardello sui destini dell’area, la presenza del comitato Mondeggi Bene Comune.

La serata, tuttavia, necessita di una premessa: la mozione su Mondeggi, presentata dalla consigliera di “Per una cittadinanza attiva” Sonia Redini e rivolta al sindaco Francesco Casini, è stata al centro di una diatriba “tecnica” ancor prima di esser discussa. Verso le 14:30 di ieri pomeriggio, infatti, causa malattia e conseguente assenza del sindaco al Consiglio Comunale, veniva annunciato il rinvio del punto n.7 dell’o.d.g., relativo al podere mondeggino.
Poche ore dopo il dietrofront: la mozione sarà discussa, anche senza il sindaco, come preteso da Redini.
Il motivo? Venerdì 1° marzo, nei palazzi regionali del centro città, ci sarà l’apertura delle buste che rivelerà l’esito dell’asta su Mondeggi: se andrà deserta – sembra l’ipotesi più plausibile – il futuro mondeggino sarà ancora da definire, se ci sarà un acquirente cadrà in mani private. Discutere la mozione a conti già fatti avrebbe poco senso.

Redini, nel suo documento, ha voluto riprendere la petizione firmata da 700 persone e presentata alla cena pro-Mondeggi di venerdì 15 febbraio, chiedendo al sindaco di impegnarsi affinché sia sospesa la vendita:

  • riprendendo quel tavolo di discussione già avviato a seguito della mozione del 2014;
  • studiando, con la Città Metropolitana ed eventualmente con il coinvolgimento della
    Regione, funzioni che permettano di conservare il bene all’interno del patrimonio pubblico
    e di garantire il suo valore identitario per il territorio e la collettività;
  • aprendo una nuova stagione di confronto, attraverso la costituzione di un tavolo con il Comitato da poco costituito, su un futuro del complesso di Mondeggi diverso dalla vendita ed aperto alla collaborazione delle varie realtà lì già operanti e della comunità intera, al fine di assicurare la conservazione del bene per le future generazioni e di realizzare una redditività sociale a lungo termine per tutto il territorio.

Mondeggi Bene Comune, lo ricordiamo, si è costituita ”associazione temporanea di scopo” senza fini di lucro, scelta che dona un volto giuridico alla realtà nella speranza di favorire un confronto. Lo stesso confronto che, a considerare dalle argomentazioni del Consiglio Comunale, è quanto mai distante.

Mentre due agenti della Polizia Municipale sorvegliavano dall’esterno il palazzo comunale, prassi che, come specifica Conti, è prevista dal regolamento, il capogruppo PD Andrea Bencini contestava le modalità avanzate da Redini: inadeguato discutere un atto indirizzato al sindaco Francesco Casini in sua assenza. Prima di palesare un’attesa contrarietà al voto.
Il capogruppo di Liberi e Uguali Mirko Briziarelli, anch’egli del medesimo avviso di Bencini, dichiarava: “Il nostro voto è contrario ed avremmo preferito che la consigliera Redini non avesse riproposto la mozione una volta ritirata. Ci auspichiamo che il bene resti in mani pubbliche ma non a tutti i costi, potremmo pensare anche ad una soluzione che spartisca il podere in una parte pubblica ed un’altra privata. Del resto ricordiamo che nel 2014 erano stati avanzati progetti per l’area di Mondeggi, non concretizzati anche per l’inizio dell’occupazione. Adesso che il comitato è divenuto un’associazione siamo più possibilisti su un confronto, potremmo presentare una mozione condivisa dalla maggioranza nel prossimo Consiglio Comunale”. 

La consigliera di maggioranza Sandra Baragli, invece, ha definito “Difficile trattare un tema tanto ampio in tempi così stretti. Prendiamo la villa quattrocentesca, bellissima ma sta andando in malora; persone di buona volontà possono recuperare un podere ma non restaurare una struttura del genere. Ce n’è una, di ville, anche a Lappeggi: quella è stata venduta alla Provincia anni fa e ne sono nati degli appartamenti, è andato bene a tutti. Mondeggi, al contrario, si sta deteriorando e venderla è la soluzione migliore: quel che possiamo fare è trovare un’opzione che sia positiva per la cittadinanza, magari qualcosa che dia nuovi posti di lavoro. Ritengo impossibile che il sindaco possa bloccare un’asta che si terrà fra tre giorni”. 
Mentre l’assessore Frezzi ha precisato la volontà di non frammentare l’area, sottolineando come la cifra riportata dal bando d’asta sia nata dalla considerazioni di un tecnico e non casualmente.

Tra i voti contrari, pur appartenendo all’opposizione, anche quello del consigliere di Forza Italia Massimo Mari, la cui proposta rivolta ai mondeggini – circa un trentina presenti in aula – non è andata proprio “al massimo”: “Il bene non vale quella cifra (9.537.000 euro), non è nostro quindi deve andare all’asta. Possiamo dare ai ragazzi la possibilità di continuare a lavorare: la sera potrebbero tornare nelle loro case ed il giorno recarsi a Mondeggi per impegnarsi nella terra.”

Favorevoli, invece, oltre alla fautrice della mozione Redini, anche i consiglieri di opposizione Paolo Sartoni (M5S) e Pierluigi Zanella: se il primo ha definito l’asta uno scherzo, mettendo in discussione il valore sottostimato dell’area, il secondo si è detto sollevato dalle personali scelte politiche prese nel recente passato, deluso dal partito di cui faceva parte alcuni mesi fa. “Pensavo che la parte politica nella quale mi riconoscevo fosse attenta anche alle dinamiche umane e sociali, alle esperienze antropologiche ed etiche, come è Mondeggi Bene Comune. Al contrario si pensa solo all’aspetto economico. Se il sindaco non c’è non finisce il mondo, pensavo fosse lecito che il primo cittadino si adoperasse politicamente per sospendere l’asta, sarebbe dovuta essere una sua responsabilità morale.

Infine, prima del voto già rivelato, Redini ha risposto ai vari interventi avanzati: “Ciò che manca, anzitutto, è la volontà politica della maggioranza di trattare il tema. Le nostre idee sono ben diverse e la giustificazione dell’assenza del sindaco non è sufficiente: Avreste avuto, ben prima della notizia odierna del rinvio, tutto il tempo per preparare emendamenti e presentare una mozione condivisa ma non avete voluto. Le nostre domande sono chiare: il dialogo interrotto nel 2014 può riprendere, si o no?
La petizione, firmata da 700 persone, chiede la sospensione dell’asta; voi, al contrario, dite si alla vendita: come si può instaurare un confronto?
Chiediamo che il Comune di Bagno a Ripoli, territorio sul quale Mondeggi insiste, intervenga per sensibilizzare la Città Metropolitana”.

Parole al vento, come dimostrato dal voto.
Abbandonata l’aula con qualche schermaglia, ravvisata dal presidente Conti, i mondeggini presenti si sono riuniti al di fuori del Palazzo Comunale: si aspettavano qualcosa di diverso dalla seduta consiliare?
“Probabilmente no, ci dispiace che nessun consigliere di maggioranza abbia argomentato con coscienza e conoscenza dei fatti la questione Mondeggi. Nessuno di loro in questi cinque anni ha fatto visita alla nostra comunità (solo Frezzi nel 2014).
Noi le idee le abbiamo, vorremmo porle all’attenzione delle istituzioni ed essere ascoltati in un incontro faccia a faccia.”
E adesso?
“Speriamo in un’asta deserta! Venerdì, alle 9:30, saremo in via Cavour ad attendere l’esito delle buste e manifestare contro la vendita”.

 

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