Bagno a Ripoli, a scuola la mensa è 100% plastic free: stoviglie...

Bagno a Ripoli, a scuola la mensa è 100% plastic free: stoviglie lavabilie acqua del rubinetto per risparmiare 21 tonnellate di plastica all’anno

Da anni il Comune e Siaf, la società di refezione scolastica, hanno scelto di eliminare il materiale a perdere e la plastica dalle tavole dei bambini. Adesso anche l’ultima scuola del territorio ad avere piatti usa e getta dirà addio alla plastica grazie all’acquisto di una lavastoviglie. Solo con l’acqua “del sindaco” servita nelle brocche vengono risparmiati 140 metricubi di plastica all’anno, pari ad un appartamento di 50mq pieno di bottiglie fino al soffitto. Il sindaco Casini: “Così si fa bene all’ambiente e si formano piccoli cittadini consapevoli”

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Con il nuovo anno scolastico, nelle scuole di Bagno a Ripoli, tutte le mense saranno al 100% “plastic free”. Anche l’ultima mensa scolastica del territorio ad utilizzare piatti e bicchieri usa e getta, quella della scuola media “Redi”, si doterà di stoviglie riutilizzabili grazie all’acquisto di una lavastoviglie. Arriverà così a compimento la trasformazione “verde” del servizio di refezione scolastica avviata da anni dal Comune di Bagno a Ripoli e dalla società di refezione Siaf, che ogni giorno mette a tavola circa 1800 alunni ripolesi senza l’impiego di stoviglie o contenitori di plastica e con ricette a base di prodotti di filiera.

Una battaglia, quella della “eco-mensa”, che già oggi grazie all’impiego in quindici scuole su sedici di stoviglie lavabili, dell’acqua del rubinetto servita nelle brocche, e grazie all’utilizzo di sacchetti biodegradabili per la frutta e delle vaschette di acciaio per l’invio dei pasti, consente di risparmiare ben 21,5 tonnellate di plastica ogni anno.

“Siaf e il Comune – spiega il sindaco Francesco Casini – da sempre hanno scelto di non utilizzare materiale a perdere e plastica per la refezione scolastica. L’unica eccezione si ha in caso di diete particolari, quando i pasti vengono confezionati singolarmente. Per questo non è possibile fare un raffronto tra il prima e il dopo ma abbiamo calcolato quanto sarebbe stato l’impatto di Siaf se avesse utilizzato la plastica nelle mense. Il risultato è incredibile. Solo rinunciando all’acqua in bottiglia, si risparmiano 140 metri cubi di plastica in un anno che corrispondono a un appartamento di 50 metri quadrati alto 2,70 metri pieno di bottiglie di plastica fino al soffitto”.

Nel dettaglio, la mensa “plastic free” di Bagno a Ripoli fa risparmiare ogni anno 21.488 kg di plastica così ripartiti: 2333 kg di bottiglie di plastica da 1,5 litri (25 grammi al pezzo, calcolando che ogni giorno ne venga distribuita una per tre utente); 7840 kg di piatti piani e di piatti fondi (14 grammi al pezzo, calcolandone uno al giorno per ogni tipo per ciascuno studente); 3780 kg per il tris di posate confezionate (13,5 grammi, uno per utente); 700 Kg di bicchieri (2,5 grammi, uno per utente); 6720 kg di vaschette multiporzione per l’invio dei pasti nelle scuole (80 grammi, tre ogni dieci utenti); 115,2 kg di sacchetti per frutta (8 grammi, una per ogni sezione).

“Con il nuovo anno scolastico – aggiunge il sindaco – anche la scuola media Redi diventerà al 100% ecologica. Qui, finora, il tempo prolungato ha avuto fasi alterne e si sono utilizzati piatti e bicchieri usa e getta e stoviglie in acciaio. Insieme all’Istituto Caponnetto e a Siaf, adesso, è stato deciso di dotare la mensa solo di materiale riutilizzabile, cosa resa possibile grazie all’acquisto di una lavastoviglie. Tutte le nostre mense, così, a breve saranno ‘green’. Con una piccola grande rivoluzione che fa bene all’ecosistema e soprattutto forma ed educa sui banchi di scuola piccoli cittadini consapevoli e rispettosi dell’ambiente”.

“Siaf – spiega il presidente della società di refezione Angelo Di Bella – è certificata secondo la norma Iso 14001 sulle buone pratiche ambientali ed è registrata Emas, strumento dell’Unione europea pensato per valutare e migliorare le prestazioni ambientali di un’azienda. Da anni la società presta particolare attenzione alla valutazione dell’impatto che la propria attività ha sull’ambiente e a tutto ciò che è utile al fine di rispettare le risorse naturali a disposizione. Massima attenzione è dedicata al consumo di materie prime plastiche nel senso di ridurne l’utilizzo, nonché ai principi della raccolta differenziata, alla riduzione/eliminazione degli sprechi nei pasti e dei residui dei pasti, e allo sviluppo degli approvvigionamenti secondo i principi della filiera corta e del km 0”.

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