Il Derby dell’Antella: con la giacca si sbaracca…ed anche il tifo diventa...

Il Derby dell’Antella: con la giacca si sbaracca…ed anche il tifo diventa (radical) chic

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Serata con dress code e selezione all’entrata: giacca e camicia per accedere alla partita e con una certa eleganza esclamare lo slogan “Poveri di…stile”, trascritto con la bomboletta nera su uno striscione bianco. Riferito chiaramente al tifo grassinese, vestito un pò così, senza quel bon ton richiesto. Ma fa niente.

L’ingresso al campo, cinque minuti dopo il fischio di inizio per protestare contro il rincaro dei biglietti proposto dal Sile, è da brividi, una comitiva unita come la carovana dei giapponesi in centro quando entrano agli Uffizi, una curva solida come un parallelepipedo. A parte le cose scritte a caso e l’incapacità di Pio di accendere un fumogeno, tutto ciò resterà nei ricordi indelebili di serate spassionate trascorse tifando il CRC Antella.

Altre parole in codice che Fede reclamava non le ricordiamo ma ben abbiamo presente il momento del pareggio, siglato da Marco Dukwa CR7 D’Aquino, decisivo in questo inizio campionato: la personalità di chi ha i crampi anche sul divano, la palla in rete, la corsa senza maglia sotto il settore, gli spintoni alla rete, gli abbracci e i fumogeni sparati nella bocca della gente. Bellissimo. La curva antellese al suo meglio, eccola qui!

 

 

 

cate-salmone in azione

 

modello dalla nascita