Semplici “Concentrato sulla SPAL, sogno la Serie A”

    Semplici “Concentrato sulla SPAL, sogno la Serie A”

    Il tecnico della SPAL, Leonardo Semplici, si confida ai nostri microfoni su passato, presente e un futuro in Serie A

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    A meno di 24 ore dalla sfida crocevia della stagione contro il Cesena, Leonardo Semplici si concede ai nostri “microfoni”. Una piacevole conversazione con un fiorentino d.o.c (nato nel capoluogo toscano il 18 luglio 1967) alla vigilia del derby tra la sua SPAL e il Cesena, ripercorrendo le tappe di una già consistente carriera da tecnico di tutte le più prestigiose squadre toscane fino a consacrasi alla corte degli Este riportando la SPAL in Serie B, mettendo fine ad un esilio sportivo che durava dalla stagione 92/93.

    Semplici in compagnia di Allegri alla premiazione per la Panchina d’argento

    Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo comincia la sua avventura da allenatore nel San Gimignano Sport in Eccellenza, le prime soddisfazioni arrivano sulla panchina del Figline dove in tre anni conduce una storica scalata dall’Eccellenza alla Prima Divisione, aggiudicandosi così la Panchina d’argento come miglior tecnico per la stagione 2008/2009. Dopo le brevi esperienze con Arezzo e Pisa è con la Primavera della Fiorentina che riesce a conciliare il bel gioco ai risultati lanciando giocatori di talento come Bernardeschi, capitano di quella formazione, Capezzi, Lezzerini, Empereur, Madrigali, Rosa Gastaldo, Gulin e Gondo. Dopo quattro anni con le giovanili, nel 2014 accetta la corte della SPAL in Lega Pro, società da poco rilevata dalla famiglia Colombarini che ambisce al ritorno nella massima serie del calcio nostrano. Dopo un primo tentativo concluso al quarto posto, nella seconda stagione riesce a centrare una storica promozione in Serie B dominando il proprio girone e a vincere la Supercoppa di Lega Pro, sbaragliando la concorrenza di Benevento e Cittadella.
    Dopo un inizio altalenante figlio di un periodo di adattamento alla nuova categoria, il club estense mette la freccia issandosi stabilmente nelle posizioni di vertice della classifica insieme a Verona e Frosinone, consacrandosi come la vera sorpresa di questo campionato cadetto, riuscendo ad esprimere un calcio divertente e propositivo. Al tecnico toscano spetta anche il merito di aver saputo valorizzare i tanti giovani presenti in rosa, molti dei quali alla loro prima esperienza lontano dal settore giovanile come Meret e Bonifazi. A 24 ore dal derby di ritorno contro il Cesena, ecco cosa ci ha raccontato il tecnico fiorentino…

    Buonasera Mister Semplici, qual è il clima che si vive in città e all’interno dello spogliatoio?

    “E’ un momento di grande euforia, stiamo disputando un campionato che va oltre ogni più rosea aspettativa. Sia nella città sia all’interno della società c’è tanto entusiasmo però siamo consapevoli che il campionato di Serie B presenta tante difficoltà, a partire dalla sfida di domani contro il Cesena, squadra che era partita con ben altri propositi. Per coltivare il sogno della promozione non dobbiamo rimanere con i piedi per terra e lavorare al meglio delle nostre possibilità.”

    SPAL-Cesena è stato anche un derby di mercato con l’arrivo di Floccari nell’ultima settimana di Gennaio, qual è stato il suo apporto fin ora?

    “Quando prendi un giocatore di 35 anni non puoi mai sapere le motivazioni con cui arriva, soprattutto dopo una carriera così importante. Invece si è calato qui con grande umiltà, con grande rispetto e in punta dei piedi, ci sta dando sicuramente sia un apporto a livello morale sia di esperienza e qualità tecnica.”

    Tra Lei in corsa per Serie A e suo figlio Filippo in rete all’esordio in Eccellenza con la maglia del Porta Romana, come si vive in casa Semplici questo momento magico?

    “Mi ha fatto immensamente piacere, quando succede qualcosa ad un figlio il resto passa tutto in secondo piano. Da padre è un aspetto che mi gratifica, ma questo momento deve servire alla crescita del ragazzo. Per quanto concerne il mio momento lo vivo con grande orgoglio ma anche con grande serenità.”

    Scomodando paragoni illustri con dinastie calcistiche come quella dei Maldini, ci potrà essere un giorno il ricongiungimento della famiglia Semplici in una squadra di serie A, magari proprio a Ferrara o a Firenze…?

    “Quello sarebbe una cosa straordinaria ma mio figlio deve crescere con grande serenità, divertirsi e soprattutto studiare… poi vedremo quello che sarà del suo futuro. Io credo che certe aspettative sia più giusto non metterle, lasciandogli percorrere la sua strada senza troppi voli pindarici ma godendosi al meglio il momento.”

    Ritorniamo a Firenze, Lei ha allenato il settore giovanile nel periodo in cui veniva girato il realty “Calciatori – Giovani Speranze”, quanto ha inciso la presenza delle telecamere all’interno di un ambiente serio come quello gigliato?

    “Da parte mia e della società c’era l’intento di mantenere i ragazzi con i piedi per terra e svolgere certi tipi di attività senza lasciarsi distrarre dal successo della trasmissione. Purtroppo in qualche occasione è capitato che dal punto di vista comportamentale, i ragazzi pensassero meno al calcio e più all’apparire sui social network. Per alcuni di loro Instagram o Facebook non sarebbero dovuti essere delle priorità ma si sarebbero dovuti concentrare maggiormente su come diventare giocatori professionistici. Nel complesso, la mia è stata una buona gestione alternata a momenti più difficili ma sia io che la società abbiamo sempre cercato di far capire i veri obiettivi a questi ragazzi.”

    I successi che sta coltivando a Ferrara arrivano dopo 12 anni di gavetta, quali esperienze le hanno permesso di maturare come tecnico e ricorda con particolare affetto?

    “Dalle vittorie in campionato a Figline, che dall’Eccellenza siamo arrivati alla Lega Pro, a quelle che ho avuto ad Arezzo e a Pisa, dove sono stato esonerato, fino ai tre anni alla guida della Primavera della Fiorentina, che sotto l’aspetto professionale era la mia prima volta in un settore giovanile, sono state tutte esperienze che si sono rivelate utili. Lavorare per la Fiorentina, squadra della mia città e di cui sono tifoso mi fa sentire orgoglioso per aver contribuito alla crescita di molti ragazzi che adesso giocano in Serie B, Serie A o addirittura in Nazionale (Bernardeschi ndr.). Queste esperienze le ricordo tutte in maniera positiva perchè mi sono servite per provare ad affermarmi sulla panchina della SPAL.”

    Come è stato convinto ad accettare questa sfida?

    “Il trasferimento qui a Ferrara è arrivato dalla conoscenza del Ds Vagnati nei miei confronti, oltre ad esserci affrontati e stimati da avversari in campo. Vagnati mi aveva già cercato nell’estate del 2014 ma declinai l’offerta in quanto sembrava che dovessi essere destinato ad allenare la squadra B della Fiorentina al Tuttocuoio o al Prato. Poi purtroppo il progetto saltò ma nel mese di Dicembre fui richiamato perchè avevano delle difficoltà e questa volta accettai. Tra l’altro già un paio d’anni prima Vagnati mi aveva contattato per allenare la Giacomense, la società che ha poi rilevato proprio la SPAL.

    La stagione non è ancora finita ma si sta già accostando il suo nome a molte panchine della massima serie, compresa Firenze… Sarà sempre alla guida della SPAL anche senza la promozione in A?

    “In realtà con la società stiamo già parlando di rinnovare il contratto. Qui a Ferrara mi hanno dato la possibilità di mettere in pratica le mie idee e stiamo raccogliendo ottimi risultati. Il riconoscimento per il lavoro svolto e l’accostamento a squadre importanti fa enorme piacere però sono consapevole che un allenatore che viene dalla gavetta deve dimostrare anno dopo anno di valere qualsiasi tipo di categoria e di squadra che allena. Sono concentratissimo sul presente e il futuro della SPAL, ma naturalmente sogno un giorno di potermi sedere su una panchina di Serie A.”

    Federico Giuliani