Seconda edizione di VancanzArte, il Campus settembrino al Museo Giuliano Ghelli di...

    Seconda edizione di VancanzArte, il Campus settembrino al Museo Giuliano Ghelli di San Casciano val di Pesa

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    Anche quest’anno si è concluso il Campus settembrino VacanzARTE promosso e organizzato dal Comune di San Casciano Val di Pesa e dal Sistema Museale del Chianti e Valdarno fiorentino, coordinato da Nicoletta Matteuzzi. Per 6 giorni, dal 3 all’8 settembre, bambini e bambine hanno esplorato e scoperto l’arte, la storia e la natura intorno al Museo Giuliano Ghelli di San Casciano Val di Pesa, che è stato il cuore della settimana.

    Sono state Rebecca Serchi, Serena Bianchi e Francesca Goggioli, le ragazze della sezione didattica dell’Associazione Amici del Museo di Impruneta e San Casciano “Marcello Possenti”, a curare le attività che hanno scandito le giornate. Preziosa è stata la collaborazione con la SIAM (Società Italiana Archeologia Mediterranea), e con l’attrice Tiziana Giuliani, che hanno animato la giornata dedicata all’archeologia.

    L’avventura con 7 bambine e 6 bambini ha avuto inizio lunedì mattina, in una delle sale del Museo, con un cerchio e una giocosa presentazione. Ospiti e protagonisti del più grande custode di arte e storia del Paese, ci siamo guardati intorno e abbiamo iniziato ad orientarci. Come prima cosa abbiamo deciso di scoprire insieme il paese di San Casciano con una passeggiata che ci ha portato a scovare angoli nascosti e storie lontane: l’antico arco di accesso alla città, il divieto di fare baccano nei pressi della chiesa della Misericordia, la Torre dell’Orologio, la via Machiavelli con le sue botteghe, il “fantasma” del Chiesino, le vecchie mura e l’opera contemporanea di Mario Merz.

    Per raggiungere l’ultima tappa abbiamo attraversato il frastuono del mercato per ritrovare il silenzio nella chiesa del Monastero delle clarisse. Nel pomeriggio i luoghi ammirati la mattina si sono trasformati con la macchina del tempo: fotografie storiche di scorci, botteghe e monumenti ci hanno svelato un paese di 100 anni fa: ed ecco sbucare dalle immagini il Chiesino (che era stato distrutto durante la seconda guerra mondiale), la macelleria (ancora oggi nel solito luogo), il caffè del popolano (del quale i bambini poche ore prima avevano notato l’antica targa), la torre dell’Orologio e la chiesa della Misericordia. Poi, con colori e oggetti abbiamo reinterpretato le foto e inventato storie sui loro protagonisti: e così l’orologiaio di San Casciano “iniziò a vendere orologi che andavano all’indietro”, e l’ombra del giovane davanti Chiesino è diventata quella rubata da “banditi banditosi di San Casciano”.

    Il giorno successivo, guardando attentamente la Madonna di Ambrogio Lorenzetti, abbiamo notato delle scritte: indizi preziosi per i nostri esploratori! Così siamo andati all’Archivio storico, lo scrigno di parole e immagini, che conserva antichi documenti e mappe. Affascinati dalle mappe che descrivevano il territorio di tanto tempo fa, con tè e caffè abbiamo invecchiato dei fogli e creato una cartina di una città immaginaria. Prima di salutarci abbiamo dato inizio a un esperimento collettivo che ci ha accompagnato per tutto il Campus: un foglio gigante, una linea “collettiva”, forme e colori del nostro Paese.

    Il terzo giorno è stato quello dedicato all’archeologia; con giochi e laboratori abbiamo scoperto usi e costumi di etruschi e romani che abitavano queste colline. Poi, tra uliveti, vigneti, suoni, danze e parole ci siamo avventurati in un cammino teatrale che ci ha condotti alla tomba di un antico principe etrusco.

    Il giorno seguente davanti alla Madonna col Bambino di Cenni di Francesco abbiamo parlato di storie e leggende legate ai tessuti preziosi nel medioevo; tema ripreso poi nel pomeriggio con un laboratorio dedicato alla filatura di un telaio di cartone.

    Per concludere la giornata siamo saliti in sella al pulmino giallo per andare alla Casa di Nicolò Machiavelli e intraprendere un percorso tra gioco e mistero per conoscere la vita del Machiavelli lontano dalla sua bella Firenze: il lavoro nei campi, la caccia, lo studio, la scrittura de IL PRINCIPE e le serate passate all’osteria. I bambini e le bambine hanno scoperto l’albero genealogico, i ritratti, le qualità di un buon Principe (che per qualcuno dovrebbe saper “suonare e cantare bene!”), il passaggio segreto dalla casa all’osteria, dove Nicolò si “ingaglioffiva” (andava a divertirsi), e il giardino all’italiana.

    Dopo passeggiate, chiese, case, archivi, tombe etrusche, reperti romani, foto storiche, mappe antiche, Principi e gaglioffi, ci siamo tolti le scarpe per far riposare i piedi. Volevamo concludere l’avventura con un’opera collettiva, una mappa del nostro viaggio: l’esperimento iniziato qualche giorno prima si stava per compiere. Così, tutti insieme, tutti in silenzio, abbiamo impugnato i pastelli e tracciato una lunga linea blu su un lungo foglio bianco. Il filo che abbiamo seguito insieme e che ci ha tenuti vicini. Poi i colori hanno riempito le forme che hanno preso vita grazie alla fantasia: ed ecco spuntare l’orologio della Torre di San Casciano (“quel tondo rosso là!”), il corridoio segreto della Casa di Machiavelli (“quella forma lunga e stretta!”), il pozzo, le vetrate colorate, le mura, il Piazzone, la scrivania di Machiavelli, gli alberi, le foglie, i pietroni della tomba dell’Arciere. Le immagini hanno iniziato a parlare e la mappa del campus stava nascendo: la linea blu si era “gonfiata” di forme colorate, e queste si sono tramutate in ricordi, luoghi, oggetti e monumenti protagonisti del CAMPUS. Il giorno successivo abbiamo portato il lavoro collettivo fuori dal museo, sotto il cielo, per la strada, e lo abbiamo animato dal vivo per raccontare il nostro viaggio colorato.

    Eravamo pronti per la magica trasformazione della mappa che abbiamo intitolato “Fantasie Sancascianesi”. Come una sorta di rito, abbiamo accordato la voce per raggiungere il silenzio, abbiamo fatto i movimenti “propiziatori” e uno alla volta, con il ritmo scandito da un suono, abbiamo riempito le nostre forme colorate con sale, semi, legnetti e sassi. L’ultima magia si è compiuta: l’opera ha iniziato a prendere vita, pareva muoversi! Infine anche il nostro pubblico, i genitori dei bambini e delle bambine, ha partecipato all’azione collettiva.

    Si è concluso così l’ultimo passo del nostro viaggio insieme: con le mani sporche di colori e con la testa piena di bei ricordi. La storia e l’arte ci hanno tenuti insieme, i grandi con la voglia di raccontarla i più piccoli con la curiosità di conoscere e il desiderio di interpretare.

    Un grazie ai bambini e alle bambine; ai genitori; al Chianti Valdarno Musei; a Nicoletta Matteuzzi; al Comune di San Casciano in Val di Pesa, e a TUTTI i collaboratori.

     

    La sezione didattica dell’ASSOCIAZIONE AMICI DEL MUSEO DI IMPRUNETA E SAN CASCIANO “MARCELLO POSSENTI” cura anche la ricca OFFERTA DIDATTICA DEL SISTEMA MUSEALE DEL CHIANTI E DEL VALDARNO FIORENTINO per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado dei Comuni di San Casciano Val di Pesa, Bagno a Ripoli, Impruneta, Unione Comunale del Chianti Fiorentino (Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa). La sezione didattica dell’Associazione ha una PAGINA FACEBOOK (DIDATTICA AMISC) dove è possibile seguire le loro attività.