L’osteoporosi: nuove possibilità di trattamento con integrazione tra agopuntura ed esercizio terapeutico

    L’osteoporosi: nuove possibilità di trattamento con integrazione tra agopuntura ed esercizio terapeutico

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    L’osteoporosi é una patologia sistemica dell’apparato muscoloscheletrico che presenta eziopatogenesi multifattoriale, ovvero le cause per cui essa si instaura sono molteplici e dipendono sia da aspetti legati agli stili di vita, in particolare la sedentarietà, l’alimentazione scorretta e la scarsa esposizione alla luce solare, sia aspetti genetici. Essa è caratterizzata da una riduzione della densità minerale ossea e dal deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, che a loro volta comportano fragilità ossea e maggior rischio di cadute e fratture anche per traumi a bassa intensità. Tale condizione si accompagna frequentemente a sarcopenia, termine con cui Irwin Rosenberg, Senior Scientist Jean Mayer SDA HNRCA Tufts University Boston, MA, nel 1988 ha definito la perdita di massa e funzione muscolare correlata con l’età. Secondo recenti stime presentate in occasione della “International Conference on Sarcopenia and Frailty Research (ICSFR2016)” nel mese di aprile 2016, la perdita di massa muscolare che interviene con l’invecchiamento principia attorno ai 30 anni come una riduzione lieve per poi aumentare esponenzialmente con l’avanzare dell’età. Nelle condizioni di osteoporosi l’attività degli osteoclasti, cioè le cellule deputate naturalmente nel corpo umano al riassorbimento dell’osso, è superiore a quella degli osteoblasti, ovvero le cellule deputate alla sua produzione, perciò la quota netta di riassorbimento osseo supera quella di formazione e ciò dà luogo a una diminuzione della massa ossea, anche in assenza di un difetto della mineralizzazione.

    Le alterazioni strutturali dell’osso che si vengono ad instaurare incidono non solo sulla capacità di recupero muscolare dopo lo sforzo, ma possono accompagnarsi all’infiltrazione dello stesso da parte di tessuto adiposo, con sviluppo di quadri di infiammazione ed eventuale successiva deposizione di tessuto fibrotico a livello muscolare con inibizione della capacità antiossidante delle fibre ed alterata capacità di rimodellamento. La terapia attualmente si basa sull’utilizzo di farmaci che modulano i processi di assorbimento dell’osso e sull’impiego della vitamina D (25 OH Vit D) nei casi in cui essa sia carente. Tuttavia questi farmaci spesso non sono sufficienti a garantire il recupero della massa ossea e soprattutto non consentono un adeguato ripristino della massa muscolare se il loro uso non viene associato all’esercizio terapeutico. Non esistendo attualmente terapia specifica ed univoca, efficace in senso assoluto e che permetta di coprire l’intero ventaglio delle problematiche cliniche del paziente affetto da osteoporosi, oggi si tende ad utilizzare un approccio integrato per il trattamento, che prevede un team multidisciplinare con interazione tra endocrinologo, medico fisiatra per gli aspetti riabilitativi, dietetica, terapie di medicina non convenzionale, in particolare agopuntura, omeopatia e fitoterapia, nonché istruzioni che vengono fornite al paziente per autogestire alcuni aspetti della malattia.

    Quali sono le cause dell’osteoporosi?
    Le principali cause dell’osteoporosi e della sarcopenia ad essa correlata possono essere così elencate: età biologica, immobilità/allettamento/vita sedentaria, scarsa esposizione alla luce ambiente, carenza di 25OH -vit D, cachessia, alimentazione (scarsa assunzione di proteine e microelementi, irregolarità nella quantità e nella regolarità dei pasti), alterazioni del metabolismo (iperacidità, disidratazione, stress, alterazione degli emuntori), alterazioni dell’asse ormonale (ad esempio modifiche legate alla menopausa), malattie cronico degenerative costituzione genetica, tossici ambientali danni iatrogeni

    Come si pone la diagnosi di osteoporosi?
    La presa in carico della persona affetta da osteoporosi solitamente avviene tramite lo specialista reumatologo, endocrinologo o fisiatra ovvero tramite il medico curante che effettua la diagnosi. Questa si basa sulla valutazione della densità minerale ossea, denominata Bone Mineral Density o BMD ed espressa in g/cm2 di superfice ossea. La densitometria può essere effettuata attraverso tecniche radiologiche tra cui in particolare la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata), che utilizza raggi X attraverso tecnica DXA (Dual X-ray Absorptiometry), e la QUS (Ultrasuonometria Ossea Quantitativa) che utilizza ultrasuoni e che, quindi, non sottopone il paziente a radiazioni. La valutazione diagnostica si basa su due indici di picco di massa ossea:

    T score: scostamento del valore di massa ossea ottenuto dall’esame della persona rispetto ad un campione di persone di riferimento omogeneo per età e sesso per cui si considera la media dei valori di una popolazione di donne e uomini caucasici tra i 25 ed i 30 anni di età;

    Z score: scostamento del valore di massa ossea ottenuto dall’esame della persona rispetto ad un campione di persone di riferimento omogeneo per età, sesso ed etnia per cui si considera la media dei valori di una popolazione di donne e uomini dell’etnia e nella stessa fascia di età della persona in esame.

    Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità l’interpretazione dei dati relativi all’esame densitometrico prevede:

    – se T-score compreso fra +2,5 e -1,0: VALORE DI BMD NORMALE

    – se T-score compreso tra -1,0 e -2,5: VALORE DI BMD CHE INDICA OSTEOPENIA (cioè carenza di tessuto osseo)

    – se T- score inferiore a -2,5: VALORE DI BMD CHE INDICA OSTEOPOROSI

    Perché l’osteoporosi è invalidante?
    Il paziente affetto da osteoporosi/osteopenia teme il movimento a causa dell’ato rischio di fratture dovuto alla fragilità dell’osso e tende a sviluppare sarcopenia per cui inizialmente l’assetto muscolare appare gravato da difficoltà nei movimenti associati alla necessità di sviluppare una forza importante in un lasso di tempo particolarmente breve. Successivamente l’incapacità del muscolo di contrarsi in maniera completa assume livelli di gravità maggior andando ad inficiare mano a mano anche la capacità di assumere posture obbligate in piedi o seduto ed infine arriva a condizionare sia la statice che la marcia, con sviluppo di fragilità, ovvero timore di utilizzare gruppi muscolari e di eseguire movimenti. In questo modo il paziente tende a perdere progressivamente confidenza con le proprie capacità di movimento nello spazio e teme di non essere in grado di sviluppare una forza adeguata per l’esecuzione delle comuni attività di vita quotidiana. In definitiva il soggetto si considera non in grado di gestire in autonomia i propri movimenti, tende a non uscire di casa e a condurre una vita di isolamento e sedentarietà. Infine, la tendenza ad evitare il movimento conduce progressivamente a ulteriore riduzione della massa muscolare con alterazione della flessibilità articolare, rigidità e dolore. Il paziente a questo punto, sedentario e solitario, può arrivare a sviluppare alterazioni del tono dell’umore fino alla franca depressione.

    Come si può curare l’osteoporosi con l’esercizio terapeutico?
    Il medico specializzato in Medicina Fisica e Riabilitazione può avvalersi di strategie terapeutiche personalizzate e prescrivere adeguato esercizio terapeutico utile a risolvere diversi aspetti del corredo sintomatologico legato all’osteoporosi. Nei pazienti affetti da osteoporosi in passato venivano consigliati l’esercizio aerobico e la ginnastica dolce, strategie terapeutiche adatte sostanzialmente ad una popolazione anziana. Tuttavia a causa degli alterati stili di vita sempre più sedentari e caratterizzati dallo svolgimento delle attività in luoghi chiusi, lontani dalla luce solare, oggigiorno la patologia interessa sempre più una quota importante di persone giovani. Gli obiettivi dei piani terapeutici individuali per la riabilitazione di tali soggetti debbono pertanto prevedere: la gestione della rigidità, della sarcopenia e di eventuale overpain dovuto all’assunzione di posture obbligate indotte anche dalla fragilità ed all’incertezza nel movimento ed anche la prevenzione dei danni da immobilità.

    Si possono adottare pertanto diverse tipologie terapeutiche:

    terapie con focus muscolare quali riabilitazione motoria, idrochinesiterapia, chiropratica e terapie fisiche strumentali quali, in particolare, la laserterapia per il contenimento del dolore a carico dei tender points;

    – terapie rivolte al sistema di nocicezione centrale quali TENS, tecniche cognitivo comportamentali , emg-biofeedback ed agopuntura;

    – terapie analgesiche generiche, in particolare tecniche miofasciali e massoterapia;

    – utilizzo di sistemi di supporto, ove necessario, quali plantari, corsetti e terapia posturale; – ipnositerapia e fototerapia per la regolarizzazione del ritmo sonno veglia; – riabilitazione motoria a domicilio in autogestione.

    Si può trattare l’osteoporosi? I sintomi possono migliorare?
    L’osteoporosi viene trattata non solo con l’esercizio terapeutico di cui sopra, ma anche con tecniche strumentali di riabilitazione e di contenimento del dolore e polifarmacoterapia con utilizzo di farmaci che possano incidere sulle cause scatenanti della patologia, vedi ad esempio la menopausa, le alterazioni ormonali in genere, le alterazioni dell’assorbimento della vitamina D e via dicendo. Nel trattamento della patologia trova indicazione anche l’utilizzo di terapia integrata con le Medicine Non Convenzionali (CAMs) tra cui rientrano l’agopuntura e la Medicina Tradizionale Cinese (MTC).

    Come funziona l’agopuntura e perché può essere utile nell’osteoporosi?
    La Medicina Tradizionale Cinese considera che l’essere umano sia dotato di un’energia direttamente in correlazione con l’energia dell’universo e che tale energia nel corpo umano circoli all’interno di canali che prendono il nome di meridiani. Questi pongono in comunicazione organi e funzioni e determinano l’equilibrio dello stato energetico del corpo. Lungo i meridiani sono presenti dei punti, chiamati agopunti che sono in grado di agire sull’energia corporea drenando gli eccessi e riportando equilibrio laddove manca. Il punto cutaneo stimolato con agopuntura pertanto è in grado di influenzare organi e funzioni ripristinando la salute. Secondo studi elettrofisiologici si è notato che gli agopunti effettivamente sono zone di minore resistenza della cute che se stimolate con l’ago comportano richiamo di sangue a quel livello e produzione di endorfine, che sono sostanze naturali che il corpo produce da solo e che sono in grado di modificare il dolore a livello centrale che periferico modulandolo. L’effetto antalgico dell’agopuntura pare essere mediato proprio da una modulazione delle fibre A delta sull’asse spinotalamico ed increzione dei livelli di Betaendorfine, dinorfine ed enkefaline, di conseguenza l’azione antalgica dell’agopuntura appare mediata dalla modulazione delle attività delle fibre nocicettive attraverso questi mediatori ed anche mediante iperemizzazione a livello locale in corrispondenza degli agopunti con modifica dell’assetto vascolare locale, che peraltro corrisponde in base a diversi studi ad una modifica della vascolarizzazione nelle aree talamiche di reciproca rappresentazione. L’agopuntura pare avere anche un effetto antinfiammatorio che sembra dovuto ad un aumento del cortisolo prodotto dall’organismo e anche ad un effetto locale con diminuzione della liberazione dei composti chimici che sono alla base dell’infiammazione. In particolare esiste un collegamento tra gli agopunti e i vari organi, che secondo la Medicina Tradizionale Cinese è garantito dai meridiani o canali, i quali a loro volta riuniscono i punti in base alla localizzazione e alle indicazioni cliniche.

    L’agopuntura infine, secondo quanto riportato dalla letteratura internazionale attualmente disponibile, garantisce di poter interagire con gli assetti metabolici ed ormonali ed essa svolge un ruolo nella ripresa del tonotrofismo del tessuto muscolare in condizioni di osteoporosi e sarcopenia. A riguardo esistono in letteratura numerose evidenze circa l’efficacia dell’agopuntura sull’atrofia muscolare, nonché sull’insulino resistenza, sulla rigenerazione del tessuto muscolare nella miopatia diabetica, sulla concentrazione della vitamina D, nella sclerosi laterale amiotrofica e nella gestione del dolore nelle forme atritiche e spondilotiche. Riassumento, i principali effetti terapeutici dell’agopuntura sono: analgesia, immunoregolazione ed immunomodulazione, regolazione neuroendocrina, gestione del tono muscolare, attività modulante sui vasi e sul tono trofismo, attività sulla sfera psicoemotiva. In particolare nella sarcopenia sembra importante la capacitá dell’agopuntura di riequilibrare il flusso sanguigno a livello dei muscoli associata all’azione analgesica a livello dei meccanismi centrali del dolore nel cervello.

    Conclusioni

    Premesso quanto fin qui esposto si può concludere che l’osteoporosi è una condizione invalidante, che può interferire seriamente nello svolgimento delle comuni attività di vita quotidiana della persona, con corredo sintomatologico vario, correlato direttamente alle cause predisponenti. Esistono terapie basate sui farmaci e sulla modifica degli stili di vita che, opportunamente integrate col necessario esercizio terapeutico e con tecniche strumentali per alleviare il dolore e sollecitare nel modo corretto la muscolatura, consentono di poter mantenere la condizione di benessere più a lungo e di evitare fratture patologiche e situazioni di decremento importante del tono dell’umore. Considerando l’interazione dell’assetto ormonale con il tono neurovegetativo, coinvolto tramite i neurotrasmettitori anche nella percezione del dolore, e con l’immunomodulazione e l’attività di assorbimento dell’osso, appare importante l’utilizzo anche di strategie integrate con l’impiego di agopuntura e medicine non convenzionali che possono coadiuvare nella gestione dei sintomi e nel recupero di un adeguato tono muscolare per il ripristino dello stato di benessere della persona ed il mantenimento della salute.

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    Medico chirurgo e specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione da anni si occupa di Agopuntura, Fitoterapia, Floriterapia di Bach, Omeopatia, Omotossicologia e Discipline Integrate. Tratta in particolare: terapia del dolore, infertilità, cefalea, attacchi di panico, ansia, depressione, insonnia, allergie, patologie autoimmuni (artrite reumatoide, tiroidite..), disordini da stress, disturbi del ciclo, disturbi dell'alimentazione, sovrappeso, intolleranze alimentari, lombosciatalgia e disturbi osteotendinei, fibromialgia, riabilitazione nello sport, dietetica. Nata a Torino il 08/10/1979, si é laureata a Sassari con lode nel 2005, ha conseguito nello stesso anno il Diploma di Perfezionamento triennale in Fitoterapia. Nel 2006 ha partecipato a due corsi di perfezionamento in Floriterapia di Bach e ad un corso di omeopatia pediatrica in Ferrara. Nel 2008 ha conseguito il Master di Medicina NBC (Medicina e Danni da Agenti Nucleari, Biologici e Chimici) presso l'Università degli Studi di Firenze. Nel 2009 ha conseguito il Diploma di Medico Esperto in Omeopatia, Omotossicologia e Discipline Integrate. Nel 2010 ha frequentato il percorso formativo annuale in Agopuntura Omotossicologica e nel 2014 ha concluso il Master di Agopuntura presso l'Università degli Studi di Nanjing (Cina). Nel 2016 ha conseguito il Diploma di Agopuntura presso la Scuola A.M.A.B. di Bologna ed il Diploma di Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione presso l'Università degli Studi di Firenze. Docente di primo soccorso dal 2012 al 2016 presso APAB Firenze, ha svolto attività di docenza per il Master di Criminologia dell’Università degli studi di Firenze nel 2010 e nel 2011 e per il Master in Medicina NBC (Medicina e Danni da Agenti Nucleari, Biologici e Chimici) dell’Università degli Studi di Firenze nel 2009. Ufficiale Medico in forze nell'Arma dei Carabinieri dal 2006, dal 2011 è Dirigente del Servizio Sanitario della Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze. In relazione a tale incarico ha svolto attività di Capo Sezione Sanità in contesto internazionale in occasione di missioni operative di peace keeping all’estero. Nell’ambito della terapia del dolore cronico dal 2016 collabora quale libero professionista presso la S.O.D. Riabilitazione del C.T.O. dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi in Firenze diretta dal Dott. Pietro Pasquetti dove è anche responsabile dell’attività di agopuntura nell’ambito del percorso clinico di agopuntura integrata con esercizio terapeutico per il dolore cronico in ambito riabilitativo, nonché dell’ambulatorio per la fibromialgia.