Elena Marchetti: storia di una professionista e di un viaggio dal make-up...

Elena Marchetti: storia di una professionista e di un viaggio dal make-up all’accessorio

1326
0
CONDIVIDI

Il Chianti ci unisce tutti, specie quando crea amori e famiglie indissolubili. I fiorentini Dai Colli Fiorentini, non smettono mai di raccontare le loro storie di amore e passioni. Questa vale la pena ascoltarla. Lo sguardo oggi va da Tavarnuzze, dove si trova l’attività di cui parleremo, alla bellissima San Casciano, posizionata al centro dell’incrocio romano. Proprio qui, camminando intorno le imponenti mura medievali, possiamo vivere di un tempo che fu e contemporaneamente optare per la libertà evocativa del ‘Piazzone’, luogo di incontri e risa giocose, formato dai giardini di Piazza della Repubblica, svago e contemplazione paesaggistica, per residenti e turisti, che si abituano facilmente a questo ‘museo all’aperto’.
Proprio qui, in una delle tante ‘compagnie del muretto’ cresce la raffinata Elena Marchetti, nata il 3 Maggio del 1966, in un mese colmo di rose e profumi. Elegante nello stile e nelle movenze, ma molto semplice nella sua personalità, profonda e attenta. E sarà proprio lei il personaggio ‘SlideMagazine’ di oggi.

Elena è infatti la titolare del negozio Make Up di Via della Repubblica 56 a Tavarnuzze, che ha compiuto da tempo i suoi 50 anni di attività. Elena è composta nel suo raccontarsi, ma anche sinceramente emozionata.
Era il 1966, quando Grazia Perini, madre di Paolo Magnelli, marito di Elena, aprì questa attività in Via Montebuoni a Tavarnuzze. Suo marito Giancarlo Magnelli, aveva accanto al negozio di Grazia, una gioielleria, che poi chiuse per aiutare la moglie nel negozio di profumeria.
Era il 1989 quando nacque lo stretto connubio lavorativo fra i due affiatati coniugi e l’attività si spostò, da Via Montebuoni al luogo attuale.

Elena racconta…
“Mia suocera Grazia era una donna di origini semplici, ma di gusto, per lei la sua attività era il suo mondo. Aveva una classe unica e un amore intenso per l’accessorio, l’abbinamento fra vestiario, cappello, profumo e un make up sempre intonato con il tutto…”

Era quindi nata per far questo mestiere?
Senza dubbio. Si muoveva con sicurezza e sapeva sempre suggerire il prodotto o l’oggetto giusto per ogni donna del luogo.

Che tipo di sentimento provavano per lei le sue clienti?
La fiducia. Si affidavano ciecamente ai suoi consigli.

Tuo suocero Giancarlo che ruolo aveva?
Lui si occupava dei fornitori, dell’acquisto della merce e dei lavori più pesanti.

Da come ne parli sembri averla davanti agli occhi…come la immagini vestita?
Con splendide fantasie a fiori, come piaceva a lei…
texture fiorite per lei…

Elena in che anno sei entrata nella vita della Famiglia Magnelli- Perini?
Avevo 18 anni, conobbi Paolo nel mitico Piazzone e fu un colpo di fulmine…poi ci siamo sposati nel 1995.

Elena che ragazza eri?
Una sognatrice, molto affezionata alla mamma, la quale aveva una lavanderia a San Casciano.

Il tragitto più intenso che ricordi di aver fatto nel tuo paese?
Senza dubbio quello da casa al marciapiede dove la mamma aveva la lavanderia. Facevo di tutto per stare con lei.

Che scuola hai fatto?
La Sassetti.

Cosa ti piaceva studiare?
Le Lingue, avrei voluto continuare a studiarle, ma i tempi erano diversi.

Vuoi dire che nessuno ti spronò?
Esatto, si tendeva a velocizzare l’entrata nel mondo del lavoro.

Hai quindi dei rimpianti?
Tanti.

Cosa ti è mancato?
Forse una cultura più solida. Pur essendo entrata, a lavorare subito dopo la fine della scuola, ogni volta che mi rispecchiavo nella mia Firenze, ‘Culla del Rinascimento’, sentivo di avere un tassello mancante; non possedevo una cultura ampia e forte.

Cosa consigli oggi ai tuoi figli?
Studiate, perfezionatevi, ampliate i vostri orizzonti. Fatelo adesso, non rimandate mai. Dopo è tardi, la vita scappa.

Quanto è indispensabile l’istruzione di una donna, oggi?
Fondamentale, chi ha cultura sa scegliere sempre nel modo migliore, sa confrontarsi e sostenere con gli altri qualsiasi tipologia di argomento e sentirsi adeguata.

Ti sposi e desiderosa di avere un figlio, resti incinta. La tua bambina nasce nel 2000 e al momento di entrare a lavorare succede dentro di te una rivoluzione…
Sì, desideravo solo avere un tempo di qualità per stare con la mia bambina e mi resi conto, che con il mio attuale lavoro era impossibile. Ne parlai in famiglia e mi prospettarono la possibilità di entrare in negozio, a fianco di Grazia. Venni via dal lavoro che avevo e dopo la nascita del mio secondo figlio, avvenuta nel 2002, decisi nel 2006 di intraprendere insieme a mia suocera, la sfida della Libera Professione.

In che modo vi siete aiutate?
Scambiandoci i ruoli di donne lavoratrici e madri. Lei a volte preferiva fare la nonna e io dedicarmi al negozio, o viceversa.

In realtà in che ruolo preferivi stare e perché ?
Preferivo stare nel negozio, a contatto con i clienti, perché avevo avuto i miei due bambini a soli 22 mesi di distanza ed ero completamente assorbita dall’allattamento, dai pannolini, dagli svezzamenti e così quando potevo staccare, sicura di lasciare i miei bambini con due bravissimi nonni, lo facevo volentieri.

Tuo suocero capiva la tua necessità ?
A lui bastava vedere le sue due donne felici. Ancora oggi, che è rimasto solo lui, fa di tutto per essere di aiuto, sempre sorridente e mai pretenzioso.

Ha capito che se una donna è felice sta bene tutta la famiglia…
Sì.

Cosa apprezzi oggi di lui?
Passa in negozio, saluta, non è invadente e si preoccupa dei nipoti, di me, di suo figlio. Mi vede come una continuità…

Elena, purtroppo tua suocera viene a mancare nel lontano 2008, dopo soltanto due anni di attività insieme a te.
Un colpo tremendo. La vita non si programma, si accetta.

Cosa ti succede?
Mi succede che resto l’unica donna della famiglia, con due figli piccoli da crescere e un dolore da non poter sfogare.

Perché dici… da non poter sfogare?
Avevo tutta la responsabilità del negozio, un marito addolorato, che cercava di lavorare con la stessa tenacia; dovevo preoccuparmi della felicità dei bambini e in ultimo gestire una casa…

Chi devi ringraziare della forza di quei momenti?
I miei bambini senza dubbio. La bambina si è abituata presto ad essere più autonoma, a sentirsi matura per me e il fratellino. Poi mio marito, un uomo che ha sempre trasmesso una grande positività. In ultimo devo ringraziare l’aiuto pratico che ho avuto da una persona che mi sostituiva in negozio quando mi era impossibile esserci.

Purtroppo un altro lutto tremendo sconvolge la tua vita e le tue dinamiche lavorative…una perdita troppo ravvicinata…
Nel 2009, ad un solo anno di distanza da mia suocera, muore mia madre di cancro.

In un solo anno ti trovi con un carico allucinante di dolore, responsabilità e paure. Elena di cosa avevi paura?
Di non riuscire ad affrontare giorno per giorno.

Come ci sei riuscita?
I miei figli…la forza eterna di ogni madre. Mi dispiace che mi abbiano vista tanto piangere, ma ho tentato di trovare nella mia casa e nel mio lavoro sempre uno spiraglio di luce. Ad un certo punto ho avuto un crollo e pian piano dopo aver toccato il fondo del dolore, mi sono rialzata in piedi con coraggio.

Hai ricevuto l’affetto della tua clientela e del paese?
Sempre, ogni giorno. Mi ha dato la spinta per non chiudere l’attività, per rinnovarmi e inventarmi ogni giorno.

Cosa significa inventarsi per un commerciante?
Trovare il limite e sorpassarlo con creatività.

Quale crisi o rivoluzione ha colpito di più il tuo settore?
La rivoluzione dello sconto, in nome di un prodotto di minore qualità.

Quanto è importante il ritorno della qualità?
Indispensabile. Io mi aggiorno di continuo, seguendo dei Corsi specialistici per restare informata suoi prodotti, i loro effetti, la risoluzione a lunga durata.

Oggi infatti hai ottenuto il livello di Skin Care Expert, una qualifica importante nel tuo settore.
Esatto.

Cosa ti rende una vera professionista?
Trovare il prodotto giusto per un motivo giusto.

A proposito di prodotti, vuoi raccontarmi il viaggio che una persona qualsiasi fa quando entra nel tuo negozio?
Il viaggio?

Sì…un viaggio fra i prodotti che offri. Qui dentro non si hanno solo prodotti di cosmesi, quindi…
Allora diciamo che sia una donna, che acquista per se stessa, che un uomo, che acquista per la sua donna, ha la sensazione, entrando qui dentro, di fare un viaggio, che parte dal Make Up della donna, base del suo volto, fino a comprare prodotti per i suoi capelli, creme di alta qualità. Poi, può osare dirigendosi sull’accessorio( cappello, sciarpina, maglietta in corredo) e l’alta bigiotteria. Per finire, con una borsa, un profumo per se stessa o una fragranza particolare per la casa.

E intanto mentre le parlo, indosso un cappello davvero molto Kitsh…Elena annuisce con il capo, come per dire che mi sta bene.
Elena… quanto un accessorio o un’essenza può dare ad ogni donna la possibilità di coprire i suoi difetti?
Non so…prova a dirmi te perché ti piace portarli?

Credo Elena, e correggimi se sbaglio, che oggi pur spettinata posso investire in un cappellino grazioso, in grado di rendermi raffinata. Oppure posso decidere di mettere un fondotinta di alta qualità, che di certo non macchierà, né sciuperà la mia pelle…insomma…un biglietto da visita per me.
Esatto. Così per ogni donna. Sono biglietti da visita( sorride).

Mi è piaciuto Elena questo viaggio. Il posto è accogliente, caldo, luminoso e hai individuato ciò che nel viaggio avrei voluto mettermi.
Quanto Elena conta sforzarsi di essere anche un po’ intuitivi in tutto ciò?
Fondamentale, come potrei intuire i gusti, le esigenze di chi ho davanti?

Vorrei terminare questo momento piacevole con te, chiedendoti in che modo è inscindibile lo scambio tra il rappresentante di ingrosso e il commerciante?
Direi che sono due anelli del sistema economico e quindi sono strettamente collegati. Il primo offre al venditore autonomo, le nuove proposte del mercato, e il secondo le coglie per restare sul mercato. Senza questa collaborazione il mercato si ferma.

Facciamo un esempio pratico a tutti Elena…se io oggi ho potuto in pochi minuti fare un viaggio immaginario dentro il tuo negozio, che va dal fondotinta, al profumo, per arrivare agli accessori, questo è fattibile perchè la stessa casa concessionaria ti ha proposto con una stessa marca, una scala completa di prodotti, che va dalla cura del corpo all’accessorio…
Esatto, una catena di prodotti che derivano dalla stessa garanzia di mercato, dove colui che la rappresenta, fa da mediatore fra esterno e interno( negozio).

Se uscendo per strada dovessi per caso sentire un giudizio sul tuo negozio, cosa vorresti sentir dire e perchè?
“Qualcosa in quel negozio trovo”
Perché significa che chi entra dentro il mio negozio non esce mai senza aver trovato ciò che fa per lui.

Grazie Elena di aver scelto la Rubrica Slidelide: la vita corre, le immagini si susseguono, ma gli intenti degli uomini restano.

CONDIVIDI
Articolo precedenteImpruneta, il Consiglio di Istituto all’A.C.: ex scuola di Via Roma in buone condizioni, che venga riaperta!
Articolo successivoJuniores Elite: Grassina, la vendetta è servita! Ai rossoverdi il derby di ritorno
BREVE CURRICULUM VITAE: “ Mi chiamo Sabrina Merenda e sono una Pedagogista intrepida, specializzata in Psicologia Dell’ Età Evolutiva. Ho varcato da tanto il mondo dell’editoria con la pubblicazione di tanti testi di Antropologia, Storia, Romanzi, Novelle. Premi e riconoscimenti importanti hanno incoraggiato il mio cammino ma tramite il Giornalismo ho realizzato il mio obiettivo di portare la notizia ad essere il trampolino di qualcosa che va oltre l’informazione, per concretizzarsi in una nicchia dedita alla Biografia Umana: singola o di gruppo, territoriale o privata. Mi interessa l’iniziativa dell’uomo in generale. Nella mia Rubrica Slidelife c’è uno spazio speciale dedicato ai bambini e ai giovanissimi, nel tentativo di dargli una visibilità umana rivolta ai loro intenti o alle loro imprese. Sono la creatrice dei Corsi Geniuspen rivolti ad un approccio Giornalistico fra i giovanissimi e gli Over. L’Etica e il rispetto di essa è il mio valore più grande. Non ascolto cosa la gente dice ma quello che la logica spiega. Credo nell’impossibile perché scrivere oggi è difficile ma sono qui e amo il mio lavoro con tutta me stessa. Ogni volta che narro una vita, un’impresa, una sfida, vivo a 360 gradi la vita degli altri e ascolto senza registrare perché dico solo quello che il mio interlocutore vuole ma ascolto la sua vita oltre.”