Recensione del libro di Manola Viti: “Confidenze sotto un pino ramacciuto”

Recensione del libro di Manola Viti: “Confidenze sotto un pino ramacciuto”

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Sabato 1 dicembre presso la Biblioteca di Impruneta, ha avuto luogo la presentazione del libro di Manola Viti: “Confidenze sotto un pino ramacciuto” il cui termine antico viene ripreso da Manola per ribadire l’indispensabilità di ritornare a una ripresa dei vocaboli italiani, in difesa delle origini della nostra lingua. La sala piena, tantissime persone per questa eclettica scrittrice, che in passato ha scritto novelle di una profonda evocazione e che con questo Romanzo breve vuole trasportare il lettore in un mondo di corrispondenze diaristiche, dove il tempo si ferma, fra le stagioni della vita, ‘girando’ intorno ad un pino dai rami contorti ma grandi. Enigmatico amico di giochi, ambiguo custode, delle narrazioni dei protagonisti. Un testimone attento e disinteressato che raccoglie desideri, dubbi e poesie.

Ed ecco che la penna di Manola, si trasforma in bizzarra pretesa di capire i personaggi, senza dare mai al lettore risposte certe, ma ipotesi, oppure sfiora i giochi, i compromessi, come quello di scrivere divertendosi.
L’ autrice, si diverte mentre scrive e fatica mentre lima ogni parola come fosse la prima di ogni inizio e l’ultima di ogni fine. Manola Viti risulta la ‘fata moderna’ delle nuove generazioni, con suoi salti ‘nel mondo di Alice’ e il suo realismo nel cosmo interiore. Tradizioni e immagini popolano la sua mente e si insinuano fra capricciosi personaggi. Padrone di ogni dove un albero. Lo stesso albero di Adamo ed Eva, tentatore di un mondo impossibile; dipinto nelle favole, nato dalla tradizione antica, figlio del bene e del male, corpo dei Miti; Olivo della pace, Nocciolo che protesse la Madonna; oppure il ramo di nocciolo che Cenerentola mise come radice solida sulla tomba della madre.

Da questo nacque un tetto di foglie per un piccolo uccellino, capace di trasformare i suoi desideri in verità. Alberi che parlano nelle foreste incantate o si disperano verso Dante. Insomma, Manola Viti, lo utilizza come il confidente della umana specie, in grado di assistere e proteggere, guidare e ospitare corpi e sogni. E proprio qui, questa scrittrice adatta a generare inquietudini o sogni, scrivendo come i fiamminghi dipingevano, crea le composizioni poetiche più belle, fatte di particolari nascosti in una narrazione senza limiti. Non si dichiara importante ma solo felice nel constatare un pubblico che indubbiamente la ama e segue.

 

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BREVE CURRICULUM VITAE: “ Mi chiamo Sabrina Merenda e sono una Pedagogista intrepida, specializzata in Psicologia Dell’ Età Evolutiva. Ho varcato da tanto il mondo dell’editoria con la pubblicazione di tanti testi di Antropologia, Storia, Romanzi, Novelle. Premi e riconoscimenti importanti hanno incoraggiato il mio cammino ma tramite il Giornalismo ho realizzato il mio obiettivo di portare la notizia ad essere il trampolino di qualcosa che va oltre l’informazione, per concretizzarsi in una nicchia dedita alla Biografia Umana: singola o di gruppo, territoriale o privata. Mi interessa l’iniziativa dell’uomo in generale. Nella mia Rubrica Slidelife c’è uno spazio speciale dedicato ai bambini e ai giovanissimi, nel tentativo di dargli una visibilità umana rivolta ai loro intenti o alle loro imprese. Sono la creatrice dei Corsi Geniuspen rivolti ad un approccio Giornalistico fra i giovanissimi e gli Over. L’Etica e il rispetto di essa è il mio valore più grande. Non ascolto cosa la gente dice ma quello che la logica spiega. Credo nell’impossibile perché scrivere oggi è difficile ma sono qui e amo il mio lavoro con tutta me stessa. Ogni volta che narro una vita, un’impresa, una sfida, vivo a 360 gradi la vita degli altri e ascolto senza registrare perché dico solo quello che il mio interlocutore vuole ma ascolto la sua vita oltre.”