In 400 per Lapo al rione Pallò, mamma Gaia: “Grazie per una...

In 400 per Lapo al rione Pallò, mamma Gaia: “Grazie per una serata di emozioni incontrollabili”. Poi annuncia: “Una borsa di studio dedicata a Lapo per la ricerca scientifica”

A dieci anni dalla nascita dell'associazione, ecco una borsa di studio per sostenere la ricerca contro la malattia di Kawasaki. Gaia ringrazia la prof.ssa Falcini e l'ing. Bertocci, cofondatori dell'associazione "Gli amici di Lapo onlus"

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Oltre 400 persone, lunedì sera, hanno varcato le soglie del “quartier generale” del rione Pallò per partecipare alla cena in memoria di Lapo Quadalti. Impruneta, come al solito, ha risposto presente, oltre gli antagonismi rionali, affermando piuttosto i valori di collettività, solidarietà, condivisione. Il ricavato dell’evento, infatti, è stato devoluto all’associazione “Gli amici di Lapo onlus”, realtà nata 10 anni fa per sostenere la ricerca contro la malattia di Kawasaki – quel mostro che ha strappato il piccolo Lapo alla vita – ed oggi capace di annunciare un importante novità: l’istituzione di una borsa di studio dedicata a Lapo.

Quattrocento per Lapo. Palloiani – coloro che rendono ogni anno possibile tutto ciò – mariani, antoniani, fornacini, imprunetini e non,  poi le istituzioni con giunta comunale e sindaco Calamandrei presenti. I ragazzi del rione hanno mangiato in piedi per lasciar spazio ad altre persone e molti, addirittura, hanno semplicemente lasciato la donazione al bar senza fermarsi a tavola. Ognuno come se fosse il primo finanziatore di un progetto di ricerca scientifica che può far tanto, salvare vite.
“Beh, sapete una cosa? Fa bene al cuore”, dice mamma Gaia.

Nell’arco della serata anche Linda, sorella di Lapo, ha voluto parlare davanti ai suoi compaesani, chiamando vicino a sé alcuni amici del rione verde. Non ha cercato Gaia o Primo, suo padre, ma loro: “Buonasera a tutti. Perdonatemi sono molto emozionata. Non è facile parlare davanti a tante persone, anche se siete tutti amici nostri, di Lapo e siete qui per lui. Sto crescendo e credo sempre di più in ciò che i miei genitori assieme alla prof. Falcini e alla famiglia Bertocci hanno costruito. Aiuterò le famiglie, magari come fa la mamma, non staccando mai dal telefono con quelle mamme che hanno paura per i loro bimbi. A me Lapo e’ mancato…avrei avuto bisogno di un fratello maggiore per proteggermi, per coccolarmi, per farlo arrabbiare…magari. Ma in tanti di voi, ragazzi del Pallo’, io sento i miei fratelli maggiori. Vi voglio bene”

Bellissimo.
Gaia ha impreziosito la cena solidale con un annuncio meraviglioso, emblema di quanto stia producendo l’impegno dell’associazione finalizzato alla ricerca scientifica: “Sulle basi delle linee guida della prof.ssa Falcini (cofondatrice insieme a Gaia e all’ing Bertocci de”Gli omici di Lapo onlus”), stiamo per firmare un accordo per una borsa di studio dedicata a Lapo della quale potrà avvalersi un giovane medico per avanzare la ricerca sulla sindrome di Kawasaki. Il valore sarà di 50.000 € distribuiti su due anni di ricerca più 10.000 € di materiale sempre nel biennio su due anni, per un totale di 60.000 spalmati in tre anni. Una meravigliosa espressione di vittoria che ci gratifica oltremodo, resa possibile da ognuno di voi con la vostra calda e costante presenza, con le donazioni al 5×1000 o l’acquisto delle bomboniere solidali.”
La borsa di studio, il cui progetto è stato delineato dal prof.ssa Falcini, verrà ufficializzata tra una ventina di giorni ed il percorso di studi del medico che ne potrà fruire sarà guidato dal prof. Villani e dalla Dott.ssa Marchesi dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma. Gaia ha voluto dedicare questo speciale traguardo di grande rilevanza scientifica ad una rionale pallonaia indimenticata, Dedi, all’anagrafe Elena Orlandini, scomparsa nell’ottobre 2016: “Oggi sarebbe stato il suo compleanno e Lapo la adorava.”

Sono infiniti i messaggi che sto ricevendo “DI RINGRAZIAMENTO ” per la serata di Lapo – ha scritto sul proprio profilo Facebook Gaia Montera – Rimango basita, accolgo emozionata ogni vostro commento e mi dico….
“Ma Sono io, siamo noi, che dobbiamo ringraziare
..Non voi.”
Il mio Grazie, il nostro,
quello della nostra associazione
Gli amici di Lapo onlus, è semplicemente riduttivo.
Questa cena è sempre satura di sentimenti “incontrollabili”…
Si attivano emozioni contrastanti e repentine,
passo dalla consapevole disperazione del perché
siate li con noi, in 400 persone,
Alla felicità che scopro nel vostro perché!
Una catena umana di solidarietà.
Da anni, avete creato e mantenete lo sviluppo di un grande amore…. verso il prossimo!
Vi guardo , annichilita dalla sensazione di stupore, negli abbracci autentici, che mi sfiorano.
Una tenerezza infinita, vedervi attorno a Linda, nel momento in cui lei ha dato il suo “umile e puro grazie”
Un dolcissimo e strozzato nella voce “vi voglio bene , siete come fratelli maggiori” che mi ha disintegrato letteralmente l’anima.
Anestetizzarsi alle emozioni non è una cosa bella.
È una forzatura alla vita.
È una galera forzata, con lucchetti, ad ogni tipo di emozione.
Un vincolo a se stessi.
Dalla morte di un figlio “si impara a sopravvivere”.
Ma non sarà mai più la tua vita.
Sarà un vivere per gli altri.
Non più per te stessa.
Il Non aver più paura di niente e’ inquietante.
Nessuna paura di ciò che accade attorno a te.
Dopo un lutto del genere…tutto cambia.
Tu cambi.
Ho assaporato l’amaro della vita, fino a vomitarne.
E a maledirla in quel momento…
Poi, in quel danno esistenziale non risanabile,
l’istinto di sopravvivenza e la volontà di proteggere chi, in quel momento, è o era solo come noi. Senza spiegazioni. Senza parole. Senza futuro.
Infinitamente debitrice di quell’autentica meravigliosa partecipazione alla cena di ieri.”