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Giacomo Cassetta, la passione diventa sogno: il giovane di Strada in Chianti si aggiudica il Premio Letterario Quasimodo

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Giacomo con la targa del primo classificato

In un periodo storico nel quale sognare in grande é sempre più difficile si può ancora, con l’impegno e la passione, togliersi soddisfazioni. È ciò che ha fatto Giacomo Cassetta, ventiquattrenne di Strada in Chianti ma grassinese nelle origini (e nel cuore).

Lo scorso 19 agosto infatti Giacomo si è aggiudicato il 4° Premio Internazionale Letterario Salvatore Quasimodo nella sezione Testo Teatrale, prestigiosissimo concorso organizzato da Alessandro Quasimodo, figlio del premio Nobel. Il concorso premia 15 diverse sezioni di narrativa ed è tra i più importanti in questo settore, essendo di caratura internazionale. In anteprima abbiamo parlato con Giacomo di questa fantastica esperienza.

 

Innanzitutto la cosa più importante, che emozione hai provato nel vincere?
Indescrivibile. Ho partecipato buttandomi, senza pretese, convinto di non far parte neanche dei finalisti. Invece ad inizio agosto sono stato inserito tra i finalisti e quindi invitato a Rocca Imperiale Marina, in Calabria, alle premiazioni. Per me già solo questo é stato un grande risultato considerando che hanno partecipato più di 5000 testi. E invece, man mano che premiavano in ordine decrescente, il mio nome non usciva mai, tanto che ho pensato che si fossero dimenticati di me. E invece arrivati al primo posto hanno pronunciato il mio nome e non volevo crederci.

Quale è stato il percorso di studi che ti ha portato a questo risultato?
Dopo aver frequentato elementari e medie a Bagno a Ripoli ho studiato Grafica Pubblicitaria e Fotografia a Porta Romana dove ho scolpito in me la passione per la scenografia, diplomandomi nel 2014. Dopo un anno al DAMS mi sono iscritto all’Accademia delle Belle Arti dove tuttora studio Scenografia.

Quale è stato invece il tuo percorso extra scolastico?
Essendo sempre stato più incline alla scrittura teatrale, dalla terza media ho studiato recitazione all’interno della storica associazione culturale “Vieniteloracconto” di Tavarnuzze, sotto la guida di Paola Coppini e Massimo Mattioli, che considero il mio mentore.

Come è nata l’idea di partecipare a questo importante concorso?
È stato proprio Massimo a suggerirmi di mettermi in gioco. Nel 2015 infatti mi cimentai nella scrittura teatrale de “Il Palazzo della Follia”, che fu molto apprezzato e per questo Massimo mi ha sempre incoraggiato.

E quindi hai iniziato a prepararti per il concorso.
Si, per circa un anno ho lavorato alla scrittura de “Il Bivio”, il testo con cui ho partecipato al concorso. Mi sono ispirato al teatro surrealista di Samuel Beckett, ma preferisco non dilungarmi troppo nella sua descrizione dato che a novembre lo spettacolo andrà in scena al Teatro Moderno di Tavarnuzze. Oltre alla mia regia, ci sarà Ernesto Pini come primo attore, un amico con cui ho condiviso moltissime esperienze artistiche e non solo. Insieme a lui ci sarà Magenta Formigli Jaspersen. Inoltre l’Accademia sosterrà lo spettacolo in quanto mio progetto di tesi di laurea.

E adesso?
Adesso continuerò a divertirmi con le idee che ogni giorno mi passano per la testa, con una maggiore consapevolezza delle mie capacità. Ringrazio Massimo, la mia famiglia, la mia ragazza Giulia ed i miei amici.

 

 

 

 

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Venuto al mondo nella notte del 17 ottobre 1994, sono cresciuto in una famiglia di artisti e sportivi. Sarà per questo che fino ad oggi non sono mai riuscito a decidermi tra due grandi passioni: la musica e lo sport, sia attivamente che come spettatore. Laureato triennale in Comunicazione, sono iscritto al corso di Laurea magistrale in Strategie della Comunicazione Pubblica e Politica.