Aria nuova, finalmente

Aria nuova, finalmente

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Si sa, sotto la canicola estiva succede sempre ben poco. Il torpore di luglio e agosto rimanda al “Meriggiare pallido e assorto “di Montale, e su molti piani le novità faticano ad arrivare, in primis su quello politico. Ancora è presto per fare un bilancio della nuova maggioranza di governo imprunetina, in carica solo da un mese e mezzo. Poco si è mosso sia in positivo che in negativo, ad eccezione della recente azione di pulizia nel parco della Barazzina, a cui ci auguriamo possa seguire una manutenzione costante e un allontanamento dai folli bandi della scorsa primavera. Una bella novità però c’è nei banchi del consiglio comunale, e riguarda le opposizioni. Al di là dei contenuti, dei protagonisti e degli aspetti specifici su ogni singolo argomento, il dato che riteniamo sia rilevante è la modalità inedita di manovra da parte dei consiglieri di opposizione. A dire il vero, di rilevante c’è anche il non trascurabile fatto che un’opposizione ad Impruneta esiste, finalmente. Nella passata legislatura abbiamo assistito, più o meno dalla fine del 2015 in poi, alla fine di ogni traccia di oppugnazione nei confronti del governo Calamandrei; ad eccezione del sempre battagliero e costante Viti, siamo stati costretti ad assistere ad una progressiva rinuncia da parte delle opposizioni a ricoprire il ruolo per cui erano state investite dagli elettori. Guardando a ciò che è accaduto di recente, e cioè al salto del fosso da parte del “Coraggio” di Cambiare (tranne Francesca Socci, altra lodevole eccezione nel vecchio consiglio comunale), non è neppure difficile capire il perché della scelta di tirare i remi in barca e fregarsene della volontà dei cittadini e dei problemi del paese. Nei nuovi gruppi eletti il 10 giugno si nota invece un’evidente volontà di agire sin da subito in maniera battagliera, producendo interrogazioni, mozioni, domande d’attualità, e provando a modificare la paludosa tradizione di un consiglio comunale abituato a discutere di poco e a far finire le sedute il prima possibile per poter andare a cena. Tutto ciò naturalmente ha destato stupore nella maggioranza, sia nel Pd, costretto a fronteggiare qualcosa di inedito e senza dubbio pericoloso, sia nei “coraggiosi”, che guardano ai cinque della minoranza come faceva il bambino con ET nel famoso film di Spielberg.

Pochi giorni fa il vice Sindaco Aramini ha invitato le opposizioni “a non mettere troppa carne al fuoco”, denunciando una certa insofferenza per quanto sta accadendo e dimenticando che se i problemi sono tanti è necessario discuterne senza indugi, visto che le istituzioni sono una brace che deve stare per forza sempre accesa. Come accennavamo prima però, il punto da sottolineare è l’unità con cui le opposizioni si stanno muovendo: coscienti di rappresentare il 53% degli elettori, e consapevoli che solo agendo in maniera unita è possibile davvero avere un peso forte, esse sembra stiano cercando di lavorare compattamente, facendo sentire una voce decisa sia nel palazzo comunale che fuori. Non appaiono in discussioni ideologie o posizioni politiche, visto che comunque ogni forza mantiene la propria identità e il proprio riferimento culturale; sulle questioni imprunetine, dove invece la visione è comune, i partiti di opposizione fanno bene ad unirsi, con il solo scopo di fare l’interesse del paese e non certo per inciuci di retrobottega.

L’augurio è che possa esserci un dialogo costruttivo anche con la maggioranza, e che naturalmente le opposizioni mantengano nel tempo questo loro atteggiamento. Fare opposizione cinque anni è dura, soprattutto lo è farla bene, e dunque alla luce del recente passato è opportuno aspettare ad esultare. Visto il buon inizio però è lecito sperare, sotto il sole di un’estate imprunetina.

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