L’emozionante Prima de “Il Bivio”, scritto e interpretato da Giacomo Cassetta: la...

L’emozionante Prima de “Il Bivio”, scritto e interpretato da Giacomo Cassetta: la recensione di Sabrina Merenda

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Sabrina Merenda, scrittrice ed assessore di Impruneta, recensisce lo spettacolo “Il Bivio”, in scena ieri sera al teatro Moderno di Tavarnuzze con tanto di bis questa sera, alle ore 21. “Il Bivio” è scritto e interpretato da Giacomo Cassetta, giovane di cui Dai Colli Fiorentini vi ha raccontato il talento, capace di aggiudicarsi il “Premio Salvatore Quasimodo 2018” per il teatro. Sul palco, assieme a Giacomo, anche l’attore Ernesto Pini.

“Ore 21 del giorno 16 novembre, di un venerdì sera di ‘ Prima’. Stasera al Teatro Moderno di Tavarnuzze, il giovane Giacomo Cassetta mette in scena la sua sceneggiatura tratta dal genio della sua penna. Penna o computer poco importa, purché si crei dal nulla un pezzo per due sole voci, alla maniera della vecchia Commedia all’Italiana, con una differenza: qui non si omette la profondità sull’ironia ma la si getta a sprazzi. Pazzia di una serata andata male, dove due amici di vecchia data stanno andando insieme ad un compleanno. Il guidatore porta una torta al cioccolato per la fidanzata Chiara, mentre il nostro protagonista apparentemente scanzonato e distratto, non porta nulla: sembra viaggiare a mani vuote. In realtà viaggia la sua mente senza sosta, bramando lo stesso identico amore del suo casuale compagno. La notte ancora moto lunga quando l’auto si ferma e i due viaggiatori non arrivando più alla desiderata mèta, si fermano. Sono costretti a fermare il tempo, a tornare al ticchettio immaginario degli orologi. Niente Internet, la linea è morta. I Social sono sospesi. Resta nella tasca del protagonista la favola bella di un pezzo che ha scritto, deriso dal compagno che vive di lustri, denari e lo sfogo concreto di una bella auto ora ferma. Ululano i lupi, cade la pioggia e bagnati, annoiati, infreddoliti, non possiedono che le primitive parole.

Ora esiste il tempo per parlare, per rimpiangere il passato; i dispetti, gli insulti mai sputati. Esiste il tempo di azzuffarsi ma non come su un video game ma seriamente adagio. Niente sangue solo male allo stomaco: nel cratere dove la bile sale fino al cuore. Amano la stessa donna. O meglio uno la possiede e l’altro la vive da dentro. Di lei il protagonista conosce la parte creativa, l’ eterno divenire poetico che solo il teatro dona ad entrambi. Il fidanzato invece ha avuto il corpo. Il protagonista ammette di amarla e la scena si fa cupa, triste, ha il sapore del tradimento. Uno spettro si muove sinuoso sul palco e ha piedi scalzi, mani nude di ogni bugia. Dice e sossurra la verità della vita, che per quanto può beffarti facendoti restare impantanato in una strada buia, ti porta sempre ad un bivio: la scelta.

Se guardi bene può capitare che lo spettro faccia della tua stessa ambizione smoderata un’unica strada silenziosa dove perdersi e allontanarsi da tutti come in un bosco. Se invece lo ascolti, per quanto il mondo ti remi contro può succedere che ti dica di provarci e poi riprovarci ancora ad essere diverso e credere in ciò che ti distingue. Proprio questo vuole dirci questo giovane sceneggiatore, in grado di interpretarsi come se a dirigerlo fosse un altro scrittore: taglio…ricomincio, ricompongo, ciò che conta che sono giovane e farò della mia passione una crescita.
La scena si chiude e questi due splendidi attori hanno preso la loro strada. Sì rivedranno? Oppure il loro resterà un incontro fortuito ad un bivio? In fondo capita ai giovani di vivere notti improvvise come le primavere e poi basta.
Un eco resta fra la platea:
“Il teatro non è una passione ma puro amore”.

Personalmente aver visto la Prima di questa sera mi ha riportato a vivere emozioni forti che ancora fortunatamente mi appartengono e il pezzo che più ho apprezzato, quello in cui si interpreta il momento in cui il protagonista rammenta di essersi formato in un piccolo teatro di periferia, non rinnegando mai ciò che il suoi maestri gli hanno donato in un piccolo paese da lui mai dimenticato.

 

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BREVE CURRICULUM VITAE: “ Mi chiamo Sabrina Merenda e sono una Pedagogista intrepida, specializzata in Psicologia Dell’ Età Evolutiva. Ho varcato da tanto il mondo dell’editoria con la pubblicazione di tanti testi di Antropologia, Storia, Romanzi, Novelle. Premi e riconoscimenti importanti hanno incoraggiato il mio cammino ma tramite il Giornalismo ho realizzato il mio obiettivo di portare la notizia ad essere il trampolino di qualcosa che va oltre l’informazione, per concretizzarsi in una nicchia dedita alla Biografia Umana: singola o di gruppo, territoriale o privata. Mi interessa l’iniziativa dell’uomo in generale. Nella mia Rubrica Slidelife c’è uno spazio speciale dedicato ai bambini e ai giovanissimi, nel tentativo di dargli una visibilità umana rivolta ai loro intenti o alle loro imprese. Sono la creatrice dei Corsi Geniuspen rivolti ad un approccio Giornalistico fra i giovanissimi e gli Over. L’Etica e il rispetto di essa è il mio valore più grande. Non ascolto cosa la gente dice ma quello che la logica spiega. Credo nell’impossibile perché scrivere oggi è difficile ma sono qui e amo il mio lavoro con tutta me stessa. Ogni volta che narro una vita, un’impresa, una sfida, vivo a 360 gradi la vita degli altri e ascolto senza registrare perché dico solo quello che il mio interlocutore vuole ma ascolto la sua vita oltre.”