Impruneta, Via della Libertà: “Fate qualcosa, non aspettiamo la tragedia!”. La voce...

Impruneta, Via della Libertà: “Fate qualcosa, non aspettiamo la tragedia!”. La voce di un babbo in difesa dei piccoli (e grandi) pedoni

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Ci risiamo. Lo scrive, in questa delicata e sentita lettera, Andrea Cecconi, genitore imprunetino. Lo scriviamo, e non è la prima volta, noi giornalisti. Lo scorso 5 Febbraio accadde, sulle strisce pedonali di Via della Libertà, nel centro storico imprunetino ed in corrispondenza dell’accesso alla scuola materna ed elementare F. Paolieri, un fatto grave di cronaca: l’investimento di un bambino, nel corso del pomeriggio, che fu scaraventato a dieci metri di distanza dall’impatto con l’auto senza fortunatamente riportare serie conseguenze. Non era la prima volta, speravamo potesse essere l’ultima. Di fatto, l’avvenimento portò alla luce, in via definitiva, una criticità annosa: un passaggio pedonale fortemente transitato, in primis da bambini, che insiste su una strada ad alta densità di traffico. Regolare l’attraversamento, pertanto, è un dovere istituzionale. Possibilmente in tempi accettabili. Come? Insufficienti gli “occhi di gatto” catarifrangenti, c’è necessità di installare un semaforo che, tuttavia, deve avere l’autorizzazione della Città Metropolitana e, a detta del Sindaco Calamandrei (favorevole a sostenere i costi), affrontare i soliti tempi infiniti (si parla di oltre un anno) della burocrazia sfinente. Nel frattempo, tuttavia, la cronaca ci racconta di un nuovo caso di investimento scongiurato per un nonnulla, come spiega nella seguente lettera Andrea, padre di quel bambino investito lo scorso Febbraio:

Al Presidente della Città Metropolitana Sig. Dario Nardella
Al Sindaco di Impruneta Sig. Alessio Calamandrei
Al Comandante della Polizia Municipale Sig. Marco Innocenti

Ci risiamo.
Sono trascorsi soltanto 79 giorni dal 5 febbraio 2018 e già ci risiamo.
Sono le 7 e 40 di stamani quando, per l’ennesima volta si sfiora la tragedia. Un bimbo di nove anni con la mamma sta attraversando sulle strisce pedonali di via della Libertà diretto a  scuola quando un’auto che proviene da piazza Buondelmonti a velocità sostenuta incurante della presenza degli attraversamenti pedonali e del trovarsi in pieno centro abitato si accorge solo all’ultimo dei due e frenando bruscamente con tanto di ruote che stridono sull’asfalto si ferma a venti centimetri dal bambino e dalla mamma che terrorizzati possono continuare la loro strada.

Poco conta in questa mia lettera che il bimbo sia mio figlio e la mamma sia mia moglie, che il bimbo sia già stato agganciato da un’altra auto con la stessa identica dinamica solo 79 giorni fa appunto volando a dieci metri dalle strisce per fortuna senza gravissime conseguenze, scrivo per tutti. Per tutti quelli che come me e
la mia famiglia hanno vissuto quei momenti di puro terrore e sicuramente li portano con se ancora oggi. E  per tutti quelli che non l’hanno mai vissuti e cui auguro di non viverli mai.
E’ arrivato il momento di dire BASTA!!!!
E’ arrivato il momento di FARE QUALCOSA!!!!
E’ arrivato il momento di RISOLVERE QUESTA SITUAZIONE!!!!

Non aspettiamo la prossima tragedia, non ce lo meritiamo noi cittadini, primi fra tutti i bambini che su quelle strisce sono purtroppo di casa essendo uno dei percorsi che conduce alla loro scuola. Non bastano i catarifrangenti posti in conseguenza del primo incidente di mio figlio, poi develti (inevitabilmente) dallo spalaneve in occasione dell’ultima nevicata e mai riposizionati.

Non bastano le presenze occasionali della Polizia Municipale. Viviamo in un paese incivile dove alle strisce pedonali si attraversa se non ci sono macchine anzichè essere
le macchine a passare se non ci sono pedoni, dove la norma che obbliga a rallentare fino al punto di essere pronti a fermarsi in prossimità delle zebrature è bellamente ignorata se non addirittura sconosciuta ai più.
Dove anche i tutori dell’ordine ti rispondono che gli italiani sono abituati così e bisogna adeguarsi. Io non mi adeguerò mai. E fortunatamente altre persone civili come me non ci staranno mai a questa logica
assurda. Chiedo adesso a Voi, Sig. Alessio Calamandrei Sindaco di Impruneta, Sig. Dario Nardella presidente della
Città Metropolitana, Sig. Comandante della Polizia Municipale e a tutte le forze dell’ordine operanti sul territorio di porre rimedio a questa annosa questione per rispetto di tutti i bambini e non solo che su quelle stesse strisce hanno vissuto quella terribile esperienza (e sono molti) e per tutti noi che abbiamo il
sacrosanto diritto di vivere serenamente il nostro paese. Fate in modo che nessuno debba più sentirsi dire dal proprio figlio “ ho tanta paura”.

 

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Nato nel 1990, mi sono appassionato alle vicende locali per necessità di lavoro, scoprendo che basta guardarsi intorno per raccogliere spunti di riflessioni e motivi di scrittura. Scrivere, è la mia esigenza. Conoscere la Storia, la mia passione. Vivo ad Antella, "campanilista" quanto basta, vago per il territorio alla ricerca di aneddoti da raccontare. Collaboro con TuscnayPeople e Tele Iride.