Frana su Via di Rosano, Per Una Cittadinanza Attiva e M5S: “Prima...

Frana su Via di Rosano, Per Una Cittadinanza Attiva e M5S: “Prima di qualsiasi ponte, mettiamo in sicurezza quel tratto”

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Via di Rosano (SP34), proprio in quel tratto viabile adiacente ad una cedevole collina, è recidiva.
Nel 2018, come nel 2014, la recente frana ha gettato il traffico sull’asse Bagno a Ripoli – Val di Sieve in tilt ed ha richiesto un nuovo intervento (ancora in atto) che, stavolta lo speriamo per davvero, possa risolvere la fragilità dell’area. Diversamente dall’operato svolto quattro anni fa dalla Provincia, non certo un “lavoro di cesello”, essendoci ritrovati con lo stesso problema nel medesimo punto, all’insegna del “deja vu”.

La riflessione che ne consegue, condotta dal consigliere comunale Paolo Sartoni del Movimento 5 Stelle e dalla consigliera comunale Sonia Redini di “Per Una Cittadinanza Attiva”, è la seguente: prima di porre le famose “prime pietre” per qualsiasi ponte od opera considerevole nell’area in questione sarebbe il caso di assicurarsi una messa in sicurezza reale e risolutiva di quel versante friabile che insiste su Via di Rosano.
Il comunicato:

“Le piogge intense di questo periodo hanno messo in luce la fragilità di un punto, nel nostro territorio comunale, che reclama un’attenzione maggiore. Ultimamente, la SP 34, la Via di Rosano, è stata al centro delle cronache, per il dibattito sul progetto, presentato da Anas, di variante dell’abitato di Vallina, per gli incidenti ed ora per l’ennesima frana. È l’ultima di una serie, che hanno interessato un tratto preciso della strada, oltre l’abitato di Vallina, in direzione Gualchiere di Remole. Già nel 2014, infatti, se ne era verificata una molto estesa, che aveva obbligato alla chiusura al traffico per un lungo periodo, con gli inevitabili disagi sulla viabilità alternativa.

L’intervento che aveva effettuato allora la Provincia si è rivelato non risolutivo, perché la frana di inizio marzo si è verificata nel medesimo punto, dove finisce l’opera di contenimento del versante. Lì sono entrambi i versanti, a monte e a valle della strada, ad essere in precarie condizioni di stabilità e sono necessarie delle verifiche tecniche, geologiche e geotecniche, per capire quali interventi mettere in campo. È notizia recente che il senso unico alternato sarà prolungato per un altro mese, proprio per queste ragioni.

Ed è questo ciò che chiediamo con l’interrogazione, lunedì prossimo, 26 Marzo, in Consiglio comunale. Ma non solo: per la messa in sicurezza di quel tratto, sarà necessario uno studio più vasto della zona. Infatti, con le ipotesi declassamento della Via Aretina (lato Fiesole) a viabilità comunale, e “specializzazione” della Via di Rosano per assorbire un flusso maggiore di veicoli, in particolare di mezzi pesanti, passando sotto la diretta competenza di Anas, si dovrà tener conto, negli interventi, anche dell’incremento di vibrazioni e sollecitazioni di carico sulla sede stradale. La Città Metropolitana ha preso in considerazione anche questi aspetti?

Infine, vogliamo dissipare i dubbi di coloro che pensano che, se ci fosse stato il viadotto di Vallina, non si sarebbero verificati disagi (purtroppo, invece, sono stati molti, per gli automobilisti…): magari, con un ponte fra le due sponde si sarebbe potuto dividere in due il traffico a Quintole, per coloro che dovevano andare verso Viale Europa, ma le code, comunque, sarebbero state alle Sieci e a Compiobbi. In ogni caso, con il nuovo ipotizzato riassetto della viabilità, e facendo confluire il maggior traffico sulla Via di Rosano, quel tratto va messo in sicurezza, con o senza viadotti. La messa in sicurezza deve precedere qualsiasi ponte, a meno che non si voglia costruire una tangenziale direttamente sull’Arno, da Pontassieve a Firenze…”