Campagna antellese nella morsa dei furti: “Prigionieri in casa nostra, un gruppo...

Campagna antellese nella morsa dei furti: “Prigionieri in casa nostra, un gruppo Wahtsapp è l’unica arma di autodifesa che abbiamo!”

Inermi, le Forze dell'Ordine sembrano impotenti quanto noi. Urge una soluzione!

2039
0
CONDIVIDI

“Prigionieri in casa nostra. I colli fiorentini da sempre luoghi incantevoli, sono diventati luoghi nei quali vivere non è più possibile”.

Lo sconforto, dettato da un’assurda condizione di incertezza, muove sensazioni e parole di un gruppo di ripolesi, alle prese, ormai da anni, con una piaga sociale di ardua risoluzione: quella dei furti. Come ci sente? Sdegnati, disarmati, vinti. Lasciati indifesi a combattere contro un nemico invisibile, senza supporto istituzionale, con la sola colpa di essere entrati nel mirino di ladruncoli che affinano esperienza e capacità ad ogni colpo andato a buon fine. Da qualche mese, purtroppo, è questa la sorte toccata alle famiglie che abitano la zona più campagnola dell’Antella, nel dettaglio le aree delle “Pescaie” coincidente con Via Borro di San Giorgio, oltre a Via di Montisoni e Via Rimaggina, sotto attacco dei ladri. L’ultimo furto risale a venerdì scorso, vittima una famiglia a cui sono entrati in casa alle 18:30 circa, dopo che ci avevano provato già una settimana prima; e di furti, tentati o riusciti, se ne contano a bizzeffe nella zona, con tanto di fragorose “entrate in scena”, come aver smurato una porta con residenti all’interno.

Una “vicinanza” con spregiudicati malviventi che, a peggiorar l’assioma, stride con una sentita lontananza di istituzioni e forze dell’ordine: “Nonostante le segnalazioni, non si vedono mai e anche se chiamati dopo il furto arrivano dopo un’ora”. Per questo, alcuni abitanti della zona stanno solcando la via del “fai da te”, auto-organizzandosi in una piccola ma utile forma di difesa: un gruppo whatsapp nel quale comunicare e mettere sull’allerta in caso di movimenti sospetti gli altri abitanti di zona. Così scrivono i protagonisti di questa storia:
“La nostra quotidianità è costantemente minata da bande di delinquenti senza scrupoli che entrano nelle nostre case a qualunque ora. Non esiste tutela di alcun genere, il nostro gruppo è la sola speranza tangibile di autodifesa e ci siamo organizzati per darci sostegno e solidarietà. Nessuno di noi può più vivere sereno in casa propria, le nostre sane abitudini riposte per lasciar spazio al terrore e all’angoscia. Questa non è vita, qualcuno deve tutelarci, le forze dell’ordine sembrano impotenti quanto noi. Urge una soluzione che renda normale la nostra esistenza. E’ improponibile continuare a vivere carcerati nelle nostre case, prede dei delinquenti che ovviamente in carcere non andranno mai.”

Il problema non è stagionale, estate o inverno, caldo o freddo, cambiano gli orari di azione ma non la sostanza: “Sono entrati a tutte le ore, pomeriggio tardi quando è già buio, altrimenti dopo cena o notte. Ultimamente hanno anche rotto le due sbarre lungo la via sterrata di Borro San Giorgio, istituite dopo i lavori del Consorzio di Bonifica, per farsi strada ed accedere con automezzi; abbiamo segnalato il danno, ancora nessuno è intervenuto.
Non troviamo giusto che ci si debba pagare un servizio personale di sorveglianza, pertanto chiediamo che ci sia maggior attenzione al problema e che, conoscendo la situazione, si facciano sopralluoghi costanti che aiutino a prevenire il problema e non ad intervenire a furto già compiuto”.

 

CONDIVIDI
Articolo precedenteTerza Corsia A1, dalla riunione con il viceministro Nencini: confermato lo stop dei lavori in Via Romanelli, due mesi per nuovi studi e monitoraggi
Articolo successivoASD Impruneta Tavarnuzze, società ed impianto all’avanguardia: inaugurato il manto sintetico dell’Ascanio Nesi. Presente anche mr. Semplici!
Nato nel 1990, mi sono appassionato alle vicende locali per necessità di lavoro, scoprendo che basta guardarsi intorno per raccogliere spunti di riflessioni e motivi di scrittura. Scrivere, è la mia esigenza. Conoscere la Storia, la mia passione. Vivo ad Antella, "campanilista" quanto basta, vago per il territorio alla ricerca di aneddoti da raccontare. Collaboro con TuscnayPeople e Tele Iride.