Campagna antellese nella morsa dei furti: “Prigionieri in casa nostra, un gruppo...

Campagna antellese nella morsa dei furti: “Prigionieri in casa nostra, un gruppo Wahtsapp è l’unica arma di autodifesa che abbiamo!”

Inermi, le Forze dell'Ordine sembrano impotenti quanto noi. Urge una soluzione!

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“Prigionieri in casa nostra. I colli fiorentini da sempre luoghi incantevoli, sono diventati luoghi nei quali vivere non è più possibile”.

Lo sconforto, dettato da un’assurda condizione di incertezza, muove sensazioni e parole di un gruppo di ripolesi, alle prese, ormai da anni, con una piaga sociale di ardua risoluzione: quella dei furti. Come ci sente? Sdegnati, disarmati, vinti. Lasciati indifesi a combattere contro un nemico invisibile, senza supporto istituzionale, con la sola colpa di essere entrati nel mirino di ladruncoli che affinano esperienza e capacità ad ogni colpo andato a buon fine. Da qualche mese, purtroppo, è questa la sorte toccata alle famiglie che abitano la zona più campagnola dell’Antella, nel dettaglio le aree delle “Pescaie” coincidente con Via Borro di San Giorgio, oltre a Via di Montisoni e Via Rimaggina, sotto attacco dei ladri. L’ultimo furto risale a venerdì scorso, vittima una famiglia a cui sono entrati in casa alle 18:30 circa, dopo che ci avevano provato già una settimana prima; e di furti, tentati o riusciti, se ne contano a bizzeffe nella zona, con tanto di fragorose “entrate in scena”, come aver smurato una porta con residenti all’interno.

Una “vicinanza” con spregiudicati malviventi che, a peggiorar l’assioma, stride con una sentita lontananza di istituzioni e forze dell’ordine: “Nonostante le segnalazioni, non si vedono mai e anche se chiamati dopo il furto arrivano dopo un’ora”. Per questo, alcuni abitanti della zona stanno solcando la via del “fai da te”, auto-organizzandosi in una piccola ma utile forma di difesa: un gruppo whatsapp nel quale comunicare e mettere sull’allerta in caso di movimenti sospetti gli altri abitanti di zona. Così scrivono i protagonisti di questa storia:
“La nostra quotidianità è costantemente minata da bande di delinquenti senza scrupoli che entrano nelle nostre case a qualunque ora. Non esiste tutela di alcun genere, il nostro gruppo è la sola speranza tangibile di autodifesa e ci siamo organizzati per darci sostegno e solidarietà. Nessuno di noi può più vivere sereno in casa propria, le nostre sane abitudini riposte per lasciar spazio al terrore e all’angoscia. Questa non è vita, qualcuno deve tutelarci, le forze dell’ordine sembrano impotenti quanto noi. Urge una soluzione che renda normale la nostra esistenza. E’ improponibile continuare a vivere carcerati nelle nostre case, prede dei delinquenti che ovviamente in carcere non andranno mai.”

Il problema non è stagionale, estate o inverno, caldo o freddo, cambiano gli orari di azione ma non la sostanza: “Sono entrati a tutte le ore, pomeriggio tardi quando è già buio, altrimenti dopo cena o notte. Ultimamente hanno anche rotto le due sbarre lungo la via sterrata di Borro San Giorgio, istituite dopo i lavori del Consorzio di Bonifica, per farsi strada ed accedere con automezzi; abbiamo segnalato il danno, ancora nessuno è intervenuto.
Non troviamo giusto che ci si debba pagare un servizio personale di sorveglianza, pertanto chiediamo che ci sia maggior attenzione al problema e che, conoscendo la situazione, si facciano sopralluoghi costanti che aiutino a prevenire il problema e non ad intervenire a furto già compiuto”.