Tito Barbini alla CDP di Impruneta: “Inaccettabile denigrare la storia della sinistra...

Tito Barbini alla CDP di Impruneta: “Inaccettabile denigrare la storia della sinistra italiana

il resoconto della serata introdotta da Lara Fabbrizzi a cura di Alessandro Giovannini

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Di seguito pubblichiamo un sunto, a firma Alessandro Giovannini, dell’iniziativa che si è tenuta ieri sera alla Casa del Popolo di Impruneta, durante la quale è stato presentato, di fronte ad una sala gremita, il libro di Tito Barbini “Quell’idea che ci era sembrata così bella. Da Berlinguer a Renzi, il lungo viaggio”:

Tante persone, e molte facce nuove, ieri sera alla Casa del popolo di Impruneta per la presentazione del libro di Tito Barbini “Quell’idea che ci era sembrata così bella. Da Berlinguer a Renzi, il lungo viaggio”.

La serata si è aperta con la proiezione di un video che, con immagini e canzoni d’epoca, ha sintetizzato mezzo secolo di storia ripercorrendo vicende, emozioni e passioni di una vita di impegno culturale, sentimentale e politico a sinistra.

Quindi Lara Fabbrizzi, Direttrice del Cineforum Impruneta, ha introdotto la discussione sul libro di Barbini sottolineando che non è un volume di storia politica bensì un romanzo che si legge volentieri. E’ il racconto di una grande passione per l’idea comunista, passione che, nei primi anni ’50, viene trasmessa a un bambino dal suo babbo operaio. Quel bambino sarebbe poi diventato Sindaco di Cortona a soli 24 anni d’età. L’Onorevole Marisa Nicchi ha osservato che il video proiettato è il succo visivo del libro e della biografia dell’autore. Si è soffermata sulla storia sociale, culturale e politica del ‘900 con particolare attenzione alle vicende internazionali del comunismo e alla diversità del PCI: un partito plurale che ha saputo ben coniugare il pragmatismo della battaglia quotidiana con la tensione ideale per il cambiamento dello status quo. Ha poi concluso dicendo che non si può accettare la rottamazione della cultura politica della sinistra italiana, come invece vorrebbero le “metamorfosi renziane”.

Tito Barbini ha parlato delle tragedie e dei fallimenti del socialismo reale. Ha poi ricordato il suo legame di amicizia con Mitterrand e i contatti riservati che, per suo tramite, si svolsero tra Berlinguer e Mitterrand nel 1978 allo scopo di costruire un’intesa tra Socialisti francesi e Comunisti italiani per la costruzione di una nuova sinistra democratica in Europa. Ha quindi detto che è uscito dal PD perchè considera inaccettabile la denigrazione della storia della sinistra italiana che troppo spesso viene fatta da parte dell’attuale gruppo dirigente renziano.

Il Presidente Enrico Rossi ha ricordato che, come dimostra il libro di Barbini, la storia della sinistra in Toscana è la storia di una sinistra di governo fatta di tanti uomini e donne che, da Amministratori comunali, provinciali e regionali, hanno saputo dimostrare due cose: aiutare le nostre comunità a vivere meglio e tenere accesa la passione per il cambiamento, per un nuovo orizzonte ideale di maggiore giustizia e libertà.

Non funziona invece una politica tutta schiacciata sulla realtà del presente. Serve un nuovo abito mentale. C’è bisogno di una nuova sinistra radicale: alla Sanders, alla Corbyn. Dobbiamo darci nuovi orizzonti, e le radici di questi nuovi orizzonti stanno tutte dentro alla storia della sinistra italiana