Pallò, in 370 per Lapo. Mamma Gaia: “Grazie a tutti voi, me...

Pallò, in 370 per Lapo. Mamma Gaia: “Grazie a tutti voi, me lo avete fatto sentire così vicino…”

2017
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In 370, ieri, nella casa del Pallò, di qualsiasi rione e colore, per ricordare Lapo, abbracciare Gaia e Primo, sostenere l’associazione Gli Amici di Lapo Onlus e la sua ricerca per combattere la malattia di Kawasaki. Presente anche il Sindaco Alessio Calamandrei: “Stasera sono qui con il cuore, per la mia amicizia nei vostri confronti e non nelle vesti di Primo Cittadino”, concludendo con un abbraccio a Gaia.

Gaia, avvolta da forti emozioni durante la serata, ringrazia i presenti, gli amici…e Lapo con un messaggio bellissimo:

“Ieri sera, mi son trovata più emozionata del solito a questa cena per l’associazione.
Sono rimasta in fondo al tendone del rione, senza parole, sola per quasi 40 minuti e vi ho guardato, attentamente, ognuno di voi.
Tremito, forte stato agitazionale in me, in ogni volto che “scannerizzavo” come fossi stata un computer.
Come è possibile mi chiedevo.
Un gruppo di lavoro incredibile ha messo su questa meravigliosa opera d’arte.
Una solidarietà che parla nei vostri occhi. E che dipinge il mio bambino nel suo forte ricordo.

Ma nonostante il maltempo e le mie telefonate per far desistere al venire, 370 persone lì per Lapo. Una moltitudine di “volti amici”…vecchi e nuovi. I parenti, i rionali dei 4 colori assieme.
I compagni di scuola..di lavoro..di scorribande.
Le mie migliori amiche,
quelle con cui ci siam scelte da bimbette,
altre da donne mature,
alcune mancavano per quei km che ci separano fisicamente, ma mai dai nostri cuori invecchiati assieme nel “salmastro” .
Le famiglie del kawasaki, e i loro miracoli di vita. Perché di kawasaki si puo’ guarire!

La prof. Falcini, cui io sarò in debito per tutta la mia vita, mi ha regalato 3 anni meravigliosi con quella creatura di una forza inaudita, con un sorriso in grado di corroborare ogni istante di distruzione della mia anima, in quella consapevole realtà, che da lì a poco avrebbe messo in scena l’atto finale del mio bambino.

E poi voi… rionali del Il Desco, ‘il RIONE DEL PALLO‘, che da 14 anni a questa parte, ci avete abbracciato in questo percorso senza mai lasciarci in balia della paura di perdere, anche un solo piccolo suo ricordo.
Ogni giorno che Guardo i miei figli, lì
Non manca un pensiero per lui…
Chiedendomi come sarebbe stato averlo ancora vicino.

Manca…manca terribilmente, ma ieri sera me lo avete fatto sentire cosi vicino da provar sulla pelle il suo profumo e le sue risate nelle mie orecchie..
Sono stata una mamma fortunata. Mi ha insegnato tanto quel piccolo grande uomo…
Mi ha insegnato a non arrendermi, a proteggere gli altri, a sorridere davanti al dolore, mutandolo in qualcosa di miracoloso.
Mi ha insegnato a non aver paura, mai.
a lottare anche davanti all’ignoto.
Mi ha insegnato che si può piangere però,
e a volte fa bene. Tanto.
Lapo grazie. Grazie a tutti voi.”

 

Di seguito, invece, il pensiero trasmesso via facebook dal presidente dell’Ente Festa dell’Uva Riccardo Lazzerini: “…il mio è un piccolo (anzi piccolissimo) pensiero che, probabilmente, prima di avere un figlio, avrei scritto senz’altro in modo diverso…; sono certo che la vita può cambiare da un attimo ad un altro e questo dobbiamo metterlo in conto ma, il fatto che una tragedia come quella di Lapo, sia diventata la molla per tante persone ad essere un pò migliori, a saper condividere, a saper ascoltarsi, a fare comunità, è comunque una cosa che ci fa sentire un pò meglio. Il resto, lo fanno queste foto che ha “postato” Gaia…basta soltanto soffermarsi un attimo a guardarle che…la vita non può essere più la stessa e deve essere vissuta e rispettata ogni istante che passa…Grazie Lapo, Grazie Gaia, Grazie Primo.”

 

 

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l’Associazione, nata per ricordare Lapo Quadalti, ha come obiettivo principale la sensibilizzazione dell’opinione pubblica per sostenere la ricerca sulla malattia di Kawasaki. Questa patologia deve il suo nome al pediatra giapponese Tomisaku Kawasaki, che per primo la descrisse nel 1967. E’ una infiammazione delle pareti dei vasi sanguigni (vasculite), che può, in alcuni casi, causare un aneurisma o una stenosi dei vasi colpiti, con esiti talvolta letali. L’Associazione, oltre a dare un ausilio alla ricerca scientifica, ha come obbiettivo di far conoscere la malattia di Kawasaki all’opinione pubblica per salvare quante più vite sia possibile, visto che si tratta di una malattia curabile adeguatamente, se in tempo riconosciuta.