Follia Barazzina

Follia Barazzina

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Sbagliando si impara. Vecchio motto mai superato, precetto che nella vita serve e aiuta a dirigere le azioni in modo diverso e possibilmente migliore. L’universalità del suo valore però trova un intralcio alle porte del Chianti, nel comune di Impruneta, terra incantata in cui molte altre regole del buon senso e della buona politica sono andate a farsi benedire da tempo. Agli inizi di questa legislatura la vecchia stazione di Tavarnuzze, il noto “birillo”, una volta riaperto venne destinato dall’Amministrazione comunale a bar e affidato in gestione ad un privato. Da più parti, compresa la nostra, si levarono voci contrarie o quantomeno scettiche, vista la forte concorrenza sul territorio tavarnuzzino in quel settore e le possibilità ignorate di altro utilizzo per la struttura. Ma quali riflessioni, avanti tutta!

Il risultato fu dopo pochi mesi la chiusura del locale per bancarotta, con la ciliegina dei danni arrecati dal gestore alla struttura, per cui è ancora in atto un contenzioso con il Comune. Oggi 20 febbraio 2018 scade il bando per il chiosco della Barazzina ad Impruneta, bando che prevede l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande: in altre parole, un altro bar. Ma come è possibile, vi chiederete voi? Tra l’altro, Impruneta di bar ne ha già nove! Fermi però, perché non finisce qui. Secondo il bando (della durata di sei anni) colui che prenderà in gestione la “pagoda” dovrà anche: provvedere al taglio del tappeto erboso da effettuarsi almeno una volta al mese; spazzare e raccogliere aghi di pino e pigne almeno una volta a settimana; spazzare giornalmente percorsi pedonali, vialetti e scale; svuotare i cestini; aprire e chiudere quotidianamente i bagni pubblici.

Tutto ciò non trova altra definizione se non follia. E’ incredibile osservare come l’esempio del “birillo” non abbia insegnato nulla. Questa Amministrazione non ha ancora capito che trasformare ambienti pubblici in bar non contribuisce allo sviluppo del territorio, e stavolta c’è l’aggravante dell’assurda decisione di affidare un parco pubblico ad un privato, primo perché questi sarà costretto a sobbarcarsi un onere a dir poco gravoso, secondo perché non si può pensare che un’Amministrazione comunale pur di lavarsi le mani dalla gestione di un parco lo alieni dalla collettività. Naturalmente questo articolo non va a criticare colui che prenderà in gestione la Barazzina, al quale anzi mandiamo un in bocca al lupo con la speranza che l’esito della vicenda sia diverso da quello del “birillo”. La critica è rivolta a questa Giunta e alla sua incomprensibile miopia, con in testa un Sindaco che definisce questo bando “un occasione per il centro storico per crescere ancora e sviluppare la sua già ottima capacità attrattiva”.

Ma di cosa stiamo parlando? Il centro storico e tutta Impruneta sono fermi da tempo proprio perché manca una visione d’insieme che permetta di sfruttare gli spazi nel modo migliore e di unire i settori dell’artigianato, della cultura e dell’agricoltura per creare un turismo forte e valorizzare il territorio. Altro tassello fondamentale che manca è il dialogo con le associazioni di categoria, come nel caso della Barazzina, in cui non si è minimamente pensato di interpellare i pubblici esercizi e di trovare con loro la soluzione migliore per il paese. La Barazzina potrebbe essere un luogo in cui ospitare con frequenza banchi e stand, rivitalizzando la grande tradizione mercatale di Impruneta; la “pagoda” sarebbe potuta tornare la sede delle Pro Loco, avvantaggiando le gestione del turismo. Sono solo alcune idee. Servirebbero, per realizzare queste e simili, apertura al confronto e lungimiranza, virtù che però mancano completamente a questa Amministrazione comunale.