Contenzioso sul Parco del Sant’Antonio, la mozione di Viti: “Il Comune restituisca...

Contenzioso sul Parco del Sant’Antonio, la mozione di Viti: “Il Comune restituisca il bene all’originario proprietario!”

Sarebbe una mossa che abbatterebbe futuri oneri comunali e non comporterebbe l'ardua divisione di un'area di interesse artistico-culturale

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Il Consigliere Roberto Viti ha protocollato una mozione con tale oggetto: “Retrocessione della particella 179/b del parco di S. Antonio”. La questione annosa del parco Sant’Antonio e della proprietà per metà privata e per metà donata all’ente pubblico è ingarbugliata e di non facile risoluzione. Il Consigliere Viti, in tale documento, ne ripercorre le peculiarità addivenendo ad una sua ipotesi di risoluzione da proporre all’attenzione di CC, Sindaco e Giunta:

Il parco comunale di S. Antonio nasce nel 1981, quando la marchesa Anna Carrega dona al Comune 3,36 ettari di quello che una volta era il giardino romantico della villa Carrega. L’ Amministrazione Comunale di allora realizzò la recinzione che é quella attuale ma che non rispecchia la reale proprietà del Comune. Infatti alla morte della marchesa Carrega, avvenuta nel 2009, venne a cessare il diritto di usufrutto che essa aveva su una particella (179/b) prospiciente la villa, ed avente una estensione di 0,56 ettari. Il Comune si ritrova quindi da allora ad essere legittimato alla piena disponibilità di 3,92 ettari (3,36 + 0,56), anche se ha lasciato la recinzione fatta nel 1981 e che quindi non delimita correttamente la sua proprietà.

Nel 2013 l’ attuale proprietario, erede della marchesa Carrega, ha citato in giudizio il Sindaco sostenendo che non era stato rispettato l’ obbligo della destinazione a verde pubblico dei beni donati. E’ riportato infatti in questa citazione che ” Il Comune di Impruneta non ha sostanzialmente adempiuto all’ onere/obbligo di destinare a verde pubblico i terreni ricevuti in donazione, non avendo mai provveduto a renderlo di pubblica fruibilità né a mantenerlo né, ancor meno, ad attrezzarlo in funzione di quella impostagli destinazione.”

Il 14 novembre 2017 il Giudice dott.ssa Virginia Mazzeo con la sentenza n. 3677/2017 accoglieva tutte le richieste fatte dall’erede della marchesa e condannava il Comune a provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria del parco, alla sua messa in sicurezza, a pagare tutte le spese legali (14.887 €) ed a realizzare una nuova recinzione, in modo da delimitare la reale proprietà del Comune ed inglobare la particella 179/b.

Il Dirigente dell’Ufficio Affari legali del Comune ha comunicato che sarà presentato appello, non per contestare le decisioni del Giudice ma unicamente perché non sarà possibile entro 2 mesi dalla notifica della sentenza rispettare tutte le prescrizioni, ( pena il pagamento di 200 € per ogni giorno di ritardo). Il problema non é la manutenzione straordinaria e ordinaria del Parco, né la sua messa in sicurezza né tantomeno il pagamento delle spese legali, tutti adempimenti ai quali l’ A.C. si sta già adoprando con gli atti e procedimenti necessari. Il problema é lo spostamento della recinzione perché il Parco ha un vincolo emesso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali che lo ha dichiarato di “interesse particolarmente importante” ed il progetto della nuova recinzione deve essere approvato dalla Soprintendenza. Ritengo molto difficile che la Soprintendenza approvi una recinzione che dovrebbe dividere un laghetto artificiale bordato da muretti in pietra e dividere anche una grotta a cupola, realizzata con grossi macigni, dalla quale sgorga la sorgente che alimenta il laghetto.

Anche una piccola porzione della loggia delle conchiglie, un elegante e raffinato annesso della villa Carrega é di proprietà del Comune e risulta improponibile delimitare correttamente le proprietà. C’ é da non crederci a quanto riportato ma purtroppo é tutto vero. A fronte di questa ingarbugliata questione propongo al Consiglio Comunale di approvare una mozione che preveda la retrocessione della particella 179/b. Il termine tecnico retrocessione sta ad indicare che un bene ceduto viene restituito al vecchio proprietario.

 

 

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Nato nel 1990, mi sono appassionato alle vicende locali per necessità di lavoro, scoprendo che basta guardarsi intorno per raccogliere spunti di riflessioni e motivi di scrittura. Scrivere, è la mia esigenza. Conoscere la Storia, la mia passione. Vivo ad Antella, "campanilista" quanto basta, vago per il territorio alla ricerca di aneddoti da raccontare. Collaboro con TuscnayPeople e Tele Iride.