Bene comune e buon senso

Bene comune e buon senso

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Se c’è un presupposto fondamentale in politica è che le idee esistono e vanno di pari passo con le differenze. E’ sbagliato sostenere che tutto sia appiattito e che non ci siano né destra né sinistra, perché tra vedere il mondo in un modo o in un altro intercorre una distanza che da sempre trova le sue denominazioni nei termini destra e sinistra. Preso ciò come imprescindibile elemento, è altrettanto vero che per chi fa politica la stella polare che deve guidare l’azione, oltre alle proprie idee, è il bene comune, inteso come un fine da raggiungere attraverso la propria attività pubblica. Per attuare il bene comune è fondamentale ricordarsi sempre di adoperare il buon senso, parola che può avere varie sfaccettature le quali però si riconducono tutte al concetto di comportamento intelligente e in linea con la volontà di agire nell’interesse della collettività. Soprattutto in una piccola realtà, ci sono tematiche che portano all’unione di persone e forze politiche distanti sia per cultura che per ideologia. Questi primi mesi della nuova legislatura hanno mostrato due rilevanti novità sulla scena imprunetina: la prima è che un’opposizione c’è e si fa sentire, come non si vedeva da tempo; la seconda è che essa lavora in modo compatto e collaborativo, unendo le forze su quelle tematiche che vedono i vari gruppi consiliari sulla stessa lunghezza d’onda.

Naturalmente ciò ha destato subito preoccupazioni nella maggioranza, e la storiella della destra a braccetto con la sinistra è diventata il tormentone più gettonato nei comunicati e nelle dichiarazioni degli esponenti della coalizione di governo; molto spesso, in mancanza di altri argomenti, si attaccano le opposizioni su questo aspetto, utilizzando anche toni volgari, offensivi e totalmente distanti da quelli che sono il carattere e la natura delle persone. A questi urlatori del web, più da bar che da palazzo pubblico, e a tutti coloro che mettono davanti inappropriate ideologie e ottusi arroccamenti, sfuggono alcune cose. In primis, il fatto che nessuno degli esponenti delle opposizioni ha mai cambiato idea in questi mesi o in questi anni sulle tematiche imprunetine: a differenza di qualcun altro la barra è stata sempre tenuta dritta, e laddove si è palesata una convergenza di vedute il senso di responsabilità ha portato ad un lavoro comune per il bene del paese.

Ed è proprio questo il secondo aspetto rilevante: i consiglieri comunali sono stati eletti dagli imprunetini per fare l’interesse di Impruneta, per rispondere ai loro bisogni e per contrastare, nel caso dei consiglieri di opposizione, le politiche della precedente Giunta considerate sbagliate o insufficienti. Ad essi prima di tutto i consiglieri devono rispondere, oltre che alle loro coscienze. Se fare il bene della comunità e venire incontro alle richieste di chi li ha votati porta ad una collaborazione con altre forze politiche, ben venga; quando tra le persone c’è stima e voglia di darsi vicendevolmente una mano verso lo stesso obiettivo, è possibile lavorare con serietà. Collaborazione non vuol dire certo rinuncia ai propri riferimenti ideologici, ai propri valori e alla propria appartenenza politica. Non si va in piazza sotto le stesse bandiere, né si negoziano quelle posizioni che peculiarmente dividono destra e sinistra, come l’immigrazione, i diritti civili, la visione economica. In una realtà come Impruneta sono però le questioni locali che hanno una priorità assoluta.

Il nostro paese vive una situazione difficile se non drammatica in molti campi, dalle scuole al degrado passando per i cimiteri; dividersi su tali questioni non sarebbe soltanto un danno per l’Impruneta, ma un affronto grave a coloro che hanno espresso un voto con la fiducia di poter vedere migliorare le cose nel proprio paese. Destra e sinistra esistono, e vanno sempre tenute presenti, senza svendere i valori delle due parti e rispettando senz’altro chi ha votato cercando una certa parte. Ma esiste anche e soprattutto Impruneta, con i suoi tanti problemi per i quali non c’è risposta migliore che un lavoro coerente, intelligente e responsabile.