Dante Galli, un’altra colonna portante di Grassina che ci lascia

Dante Galli, un’altra colonna portante di Grassina che ci lascia

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Dante ci ha lasciati questa mattina dopo l’incidente che lo ha coinvolto ieri sul viale del Niccheri insieme al figlio.
89 anni appena compiuti, ma con un’energia da fare invidia a un ragazzo e forse per questa vitalità che ostentava nonostante l’età, sembra assurdo dovergli dire addio in questo modo… di punto in bianco.
Un pezzo di storia grassinese che finisce per via di un incidente stradale sul viale che con la sua “macchinina” avrà percorso migliaia di volte, ieri è stata quella fatale per Dante che nell’occasione era col figlio (anch’egli ovviamente coinvolto nell’impatto all’altezza del semaforo).

Dopo una notte di lotta, Barabba, così era soprannominato, si è spento questa mattina.
E’ sempre difficile parlare in maniera obiettiva di qualcuno che muore specialmente se ci si è stretto un legame: si è soliti usargli la cortesia di sottolineare i pregi e sorvolare sulle pecche. In questo caso proprio non ce n’è bisogno: Dante era semplicemente Dante, una persona genuina che sapeva essere un attaccabrighe micidiale, ma allo stesso tempo una persona in grado di capire i problemi e le inquietudini di chi lo circondava… semplicemente aveva una parola per tutti: sapeva con tre parole rincuorare una ragazza e con altre tre far abbassare la cresta al più spavaldo degli sbruffoni, era capace di passare pomeriggi interi in compagnia dei suoi coetanei sotto “l’alberone della CDP” a ragionare della gente che passa, quanto di stregare noi ragazzi coi racconti della sua gioventù.

Non era un nostalgico il nostro Dante; che raccontasse della guerra, delle lotte contro  governi DC degl’anni ’50, delle avventure amorose, del suo fare lo “sceriffo” della CDP o di una scazzottata al derby con l’Antella; nelle orecchie di chi lo ascoltava, non lasciava la nostalgia di chi è costretto a parlare al passato, ma riusciva a infondere quella voglia di vivere a pieno la vita che purtroppo oggi lo ha abbandonato.

Tra chi si trova ahi lui a scrivere quest’articolo e Barabba (come tra l’altro odiava essere chiamato), ci corrono quasi 70anni che però sembravano non esistere durante le belle e numerose serate passate in sua compagnia: pareva anzi di parlare con un coetaneo perché il suo essere un “personaggio” di Grassina era proprio frutto della sua innata capacità di esser rimasto un punto di riferimento nella comunità, nonostante il passare degli anni.

Neanche il tempo di assimilare la perdita di Vittoriano che la comunità grassinese perde un altro proprio pilastro; entrambi testimoni di un passato assai travagliato, ma anche affrontato da una comunità più unita nel suo essere anche profondamente divisa, capace di condividere passioni e problematiche senza mai finire nella bieca omologazione dei suoi componenti… insomma oltre al dover sempre più spesso salutare amaramente persone con cui si è in qualche modo legati, anche solo per l’averci condiviso spazi e tempi; ci troviamo, con la loro dipartita, a veder sempre più sbiaditi i colori del mondo di cui queste persone hanno rappresentato l’essenza più profonda.

“con l’Antella? N’ho buscate tante, ma tante… mai però quante n’ho date!”