Art Art Impruneta: la fotogallery della mostra “Radici d’arte” di Valerio Giovannini...

Art Art Impruneta: la fotogallery della mostra “Radici d’arte” di Valerio Giovannini (visitabile sino al 30 set.)

Oltre alla Galleria IAC, le opere sono esposte anche nell'officina di Emilio Puccioni, nella fornace di Mario Mariani, nella libreria LiberoCaos di Piazza Buondelmonti, nella cantina Ottomani

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L’Associazione culturale Art Art Impruneta ringrazia tutti coloro che hanno partecipato all’inaugurazione della mostra antologica “Radici d’arte” di Valerio Giovannini, sabato 15 settembre.

La mostra, presentata alla galleria IAC di Impruneta, ha varcato poi la soglia del locale per avventurarsi tra le vie imprunetine ed entrando in luoghi di tradizione e manualità, cultura e conoscenza, dove il tempo sembra essersi fermato: l’officina di Emilio Puccioni, la fornace di Mario Mariani, la libreria Liberocaos, la cantina Ottomani. Qui, l’arte di Valerio Giovannini è stata inserita in contesti produttivi e inediti.

Di seguito l’introduzione alla mostra (allestita da Patrizia Sabella) a cura della critica d’arte Sonia Salsi: 

“L’Arte si muove, libera, nel grande Cerchio del Tempo, lo percorre e lo ripercorre in linee variegate, spezzate, sovrapposte. Linee che si insinuano, in sincretismi impensati, nello Spazio, luogo dell’Interiorità e dell’Immensità cosmica, della Materia e del Pensiero.

Questo è il percorso di VALERIO GIOVANNINI, in una summa espositiva di vent’anni di creatività.  Un’arte che, in una sorta di flash visivo, ha “anticipato”, già alla fine degli anni Novanta, un cruentissimo avvenimento che si sarebbe verificato qualche tempo dopo. Dalla Capitale dell’ imp-ero: grattacieli che crollano, sulla tela e sul titolo, in una sorta di gioco linguistico e grammaticale. Arte come premonizione? Come Cassandra inascoltata, impensabile? Oppure Arte come capacità di porsi in sintnia con l’ Esistente, in una connotazione fuori della  “misura umana”?

Su questo versante si pone Valerio Giovannini, nella sintonia con la cultura Etrusca, con quel “Farthan”, quel “Genio”, quella “forza vitale e creativa”che, in caratteri d’oro, sembra voler idealmente ricomporre in unità visiva l’interrotta Tegola di Capua e  la sacralità del pensiero umano, che trova la via per esprimere la sua capacità di astrazione attraverso la scrittura, attraverso  “segni” concreti e visibili, materici e simbolici al tempo stesso. Così il Tular dardanium, il sacro confine dei Dardani; il fondo in lino evoca la forzata migrazione di una famiglia etrusca, i suoi affetti, la sua cultura, affidata alla scrittura e avvolta in bende di lino che hanno,poi, avvolto in un luogo straniero una persona cara, quasi a proteggerla, nell’elegia del rito, dal perdere le proprie radici. E su questo fondo si dispiegano immagini di migranti dei giorni nostri, mentre la spirale di Fibonacci allude alla perfezione della Natura, da cui l’umanità sempre più si allontana, ripercorrendo gli stessi errori nel corso dei tempi.

Ma non si pensi ad una connotazione di pessimismo nelle opere e nel sentire di Valerio Giovannini: suo è il colore dell’oro, luminoso, simbolo di luce e di perfezione. L’oro traccia aureole intorno a sconosciuti nostri contemporanei che, nella apparente banalità della vita quotidiana, incontriamo e incrociamo, in tram, per la strada, senza “riconoscerli”, senza capire ciò che solo l’Arte ci disvela: la sacralità appartiene a tutte le modalità dell’esistenza, appartiene alla nostra vita di tutti i giorni nel corso della quale incontriamo gli “angeli”. L’etimologia ci mostra l’anima delle parole: l’angelo è il “messaggero” del sacro affrancato dall’inconoscibile, del sacro secolare.

Una percezione della vita “pacificata” non solo nelle dimensioni umane, ma in un ben più vasto percepire quale Giovannini esprime con Laniakea, il Grande Cielo, l’immenso Cielo dalle infinite Galassie. Tantissime figure in svelti profili a china,senza alcun riferimento preparatorio,verisimili o fantasiose, impossibili o plausibili, quasi un giocoso d’après Bosch; una prospettiva aerea e geometrica, tra rigorosi punti di fuga che si imbattono in prospettive a volo d’uccello. E tutto lo spazio bianco ne è riempito,ne è sovraffollato come in un pacificato horror vacui.  E l’oro illumina queste figurine femminili (il Femminile salverà il mondo?), in ondulazioni delicate, in linee che si incontrano,in spirali, in cerchi. Una ipotesi di Armonia che travalica la nostra finitezza e che l’Arte ci insegna a immaginare,perché anche la nostra vita reale ne sia permeata. Così come ne La mite,profilo femminile:  umile grafite nello splendore dell’oro

 

Una Armonia che Valerio Giovannini costruisce nel ripercorrere le sue radici in quattro luoghi della sua Impruneta, Luoghi del suo essere Artista, nei quali egli ha scoperto la sacralità del lavoro dei campi, la duttilità del Cotto e dei Metalli, la contiguità creativa fra l’Artigiano e l’Artista, la Cultura.”

Di seguito una ricca fotogallery della giornata inaugurale. Vi ricordiamo che la mostra resterà visitabile sino al 30 settembre mentre si terrà un evento di finissaggi nella settimana conclusiva dell’esposizione, di cui vi daremo nota.

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FOTOGALLERY a cura di Matteo Merciai

 

 

 

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L’Associazione Culturale Art-Art, nata nel 2002 dalla trasformazione dello storico gruppo dei Pittori e Scultori Imprunetini, aperta ad ogni forma d’arte e di comunicazione espressiva, è arrivata oggi a comprendere al suo interno 120 artisti, fra cui Artisti Soci Onorari di chiara fama internazionale. Con la finalità di diffondere la ricerca artistica e culturale a partire dal territorio di Impruneta, Art-Art promuove molteplici mostre, eventi, corsi, concorsi, simposi, performances di scultura in terracotta, conferenze e pubblicazioni a livello nazionale ed internazionale; è attiva con progetti insieme al volontariato sociale e la beneficenza, organizzando aste a favore di associazioni impegnate nel sociale. E’ dotata di una sua rivista quadrimestrale, La Rivista Art-Art, strumento indispensabile per veicolare le idee, le iniziative dell’Associazione e la cultura in generale. Nel mese di settembre 2008 si è inaugurato il nuovo spazio espositivo dell’Associazione, Galleria IAC - Impruneta Arte Contemporanea -, in via della Croce 41. Nello spazio suddetto vengono organizzate mostre personali e collettive che vedono la partecipazione di artisti invitati, provenienti da varie parti del mondo, in uno scambio che riteniamo fertile e stimolante. Degna di nota è anche la collaborazione con molte Associazioni toscane, Musei e gallerie nazionali, proficuo intreccio di competenze diverse per organizzazioni di eventi. Molte le collaborazioni con le Province e i Comuni toscani, con l’Amministrazione Comunale di Impruneta e la Regione Toscana. Art-Art è Socia Fondatrice dell’Associazione Antonio Berti di Sesto Fiorentino, Firenze e Socia di Aparte, Associazione Pecci Arte, Prato.